Doveroso spazio di accettazione minoranze mentali. E maggioranze
Grande attesa negli USA (provincia di Belluno) e code chilometriche (si va bè una trentina di metri) per l'uscita del nuovo telefono della Apple, tale I-Phone. Lo strumento, o manufatto male, permette a chiunque lo voglia di avere diverse funzioni essenziali racchiuse in un piccolo marchingegno spesso pochi millimetri e lungo undici. Quelle conosciute, e leggibili nel manuale di istruzioni, sono: cellulare, portale internet, lettore mp3, macchina fotografica a 2 milioni di pixel, grattugia; il tutto a solii 600 euri. Soddisfazione per i vertici dell'azienda americana, sopratutto pensando che il prossimo modello, in uscita fra 20 giorni, permetterà anche di effettuare iniezioni di salbutamolo gratis con la modica spesa aggiuntiva di sette dollari. E intanto migliaia di idioti aspettano all'addiaccio con copiosi principi di bronchite. Sono in attesa del futuro e sono già arretrati.
Buttiglione col gelato al bar del parlamento, notizia vecchia, notizia fresca. Ma mi domando e dico, giusto per essere un filino reazionari, ma cosa cazzo ce ne frega? Pensassimo a parare i colpi di cazzo che la nostra moglie fa quando va dall'estetista non sarebbe meglio? Comunque il caldo estivo giustifica le dichiarazioni dell' ex candidato a sindaco di Torino (lo dico solo perchè prese, se non erro, 15 voti). Egli si offre come olocausto a noi, novelli sacerdoti della parola, per essere tumulato sopra il massiccio altare dell'offesa comune. Della serie: "Ma vattene affanculo Buttigliò". Nel frattempo, indolore come un elettroshock ai capezzoli, il Berluscone se ne va gaio a zonzo utilizzando terminologia da tempi di guerra e tirando fuori la parola che io tanto amo: SCIOPERO FISCALE. Ma scioperasse pure, almeno capirebbe che nutrirsi del proprio vomito è una manifestazione prettamente canina. Io nel frattempo arrotolo la mia copia del foglio e inizio a schiacciare mosche, merde e sassi. Ogni volta che su Rai Uno, a quel programma che si chiama Cinematografo, vedo la moglie di Ferrara, mi viene voglia di ridere. Esempio sulla pronuncia che la dama, colta figlia di papà gambalunga ma cazzomoscio, utilizza: HARRY POTTER, anzichè ERRI POTTER, lo chiama EHRI PODA, che lei conosce la lingua d'albione, mica seghe. Votate amici, votate, ecco chi vi rimboccherà le coperte quando capirete che il partito democratico è il primo passo verso la gobba dell'uomo con la gobba. Quel giorno sarò a Firenze a tirare le tegole in testa a Pieraccioni come faceva Ben Hur, solo che io lo farò di proposito ascoltando l'ultima hit del momento.
Fini? Fini? Ma vaffanculo. Domani vengo a casa tua a comprare un po' di coca che io l'ho finita. Bullo segaiolo. Maledetto cancro ambulante. Ti ricordi quando -che era il 91?- ancora spingevi per il corporativismo? Adesso baci gli ebrei, ceni con i comunisti, sbudelli le parole del tuo amato Duce. Ma se almeno tu fossi un mafioso qualunque. Purtroppo oramai sei diventato così egocentrico (e abbronzato) che la tua fedina penale si tramuta in tavola della legge. I pindarici paradossi che escono dalle tue labbra intristiscono la decenza e offendono il teatro dell'assurdo. Magiaro. Potresti ripetere cosa facevi alla Farnesina? Buio. Ti ricordi di quando eri giovane e con Alemanno menavi quei quattro "rossi di merda" (op. cit. da te)? Ormai siete la stessa zuppa. Mio nonno diceva: "ma guarda Fini come parla bene". E mi toccava rispondergli: "ma guarda nonno come ascolti male". Che poi nemmeno io voglio dire nulla, lo so, ma almeno me ne rendo conto.
Che alla fine Basso fa pure un po' pena. Oramai ha preso quel ghigno ebete da ragazzo disadattato che ha rotto il vetro della canonica. L'americano invece no. Lui, vincitore di 7 tour, se la ride e se la gode dall'alto del suo cancro ai coglioni che gli è servito come lasciapassare per la gloria. Ricette mediche, farmaci antitumorali, sponsor miliardari, salite a muso duro. Poveri noi. Ha iniziato a distruggere il ciclismo dalla base. Ha costruito il BAFFO NIKE PEDALANTE sul passo pirenaico, le pubblicità moraliste sulla compassione a chi c'ha le metastasi. Mercificato la gialla maglia che qualcun altro sudava con fughe leggendarie. Non parlo di Bobet, Hinault, Indurain, Pantani, Coppi, Merckx, Gimondi. Che poi alla fine la "bomba" se la prendevano pure loro. Ma almeno non montavano la panna acida dietro le lacrime di Casartelli a suon di abbracci alla vedova e al bimbo orfano col "futuro da campione". Maledetto texano, invece di incularsi le pecore come tutti i suoi compatrioti s'è messo sopra una bici e ha iniziato a correre. Con quel marchio che poi s'è preso pure la corsa che ha reso leggendaria negli Stati Uniti dove, caso strano, stanno gli amministratori delegati del logo medesimo. Gli dedicherei una vetta alla prossima edizione della Gran Boucle: la "cima doping" e, ovvio, cambierei sponsor tecnico.