Doveroso spazio di accettazione minoranze mentali. E maggioranze
La Sicilia è una bella terra. Lo dice la storia. La Sicilia è una brutta terra. Lo dice sempre la storia. Molte volte il crogiolare il proprio intelletto nel ritenere che la Storia, quella con la maiuscola, sia fautrice delle conseguenze del mondo mi irrita, e mi irrita perchè il ragionamento diventa ipocrita. Ipocrita come lo è la mia persona, che da sola non sguazza nello stagno però. La Sicilia è una terra che ha vissuto un periodo di "nero" sociale spaventoso, ha visto morire dei suoi figli illustri e molti neanche li ha veduti, potendoli solo ricordare nelle messe di suffragio. La Sicilia ha vissuto con COSA NOSTRA, che poi tanto sua non è, le ha dato il latte quando aveva fame, e le ha dato il sangue quando stava morendo. Già il termine sottintenderebbe un legame privato, quasi morboso con la sua storia recente, la più drammatica. La Sicilia ha pianto per i giusti, ma pure per i meno. La Sicilia ha vissuto nella contraddizione, se ne è rifocillata. Ora io chiedo, a chiunque si reputi un personaggio dotato di un minimo di intelletto, se tutto questo va scritto al passato. Conosco, non personalmente per fortuna, un signore che ha molto a che fare con questa terra. Questo signore si chiama Salvatore Cuffaro;questo signore è un "onorevole" della Repubblica, questo signore è presidente della regione (tutto minuscolo), questo signore è un Mafioso (questo maiuscolo).
Mi ricordo che alla Farnesina in quel periodo c'era Frattini, poco tempo dopo sarebbe arrivato il suo amico Fini. E mi ricordo La Sgrena, la sua storia drammatica, le lotte di partito per spingere verso la liberazione. Mi ricordo lo sdegno del Manifesto tutto quando le cose andavano male, e l'imbarazzo del mondo quando sono andate "bene". Ci scappò il morto lì, fu un bel romanzo. Mi ricordo le Simone e quell'altra che c'aveva la faccia da triglia, la Cantoni. Mi ricordo Quattrocchi, Stefio, Agliana e Cupertino. Mi ricordo: " Vi faccio vedere come muore un'italiano".E mi ricordo quel signore arabo col passaporto italiano ma nei giornali era un 2 di picche a briscola. Ma Baldoni non me lo ricordo. E neanche voi. Ma son convinto che era un brav'uomo, e io mi sa che io non lo sono.
E belli là, è volato un moccolo. Stasera, dopo le polpette al sugo, il noto programma dell' Isola dei Famosi ci ha regalato una perla, un assoluto epitteto, un insieme di sillabe eccelso. Nel lamentarsi del fatto che gli spaghetti premio a lui non erano spettati, il caro Ceccherini ha sganciato un bestemmione. Io l'ho sentito, e per fortuna in quel lasso di tempo la partita della Roma ha latitato e quindi me lo sono potuto godere pieno. Tondo. Tempo un'ora il comico è stato cacciato dal gioco. Non si bestemmia, nononono. E tutti gli altri nove di comandamenti. Ma dove sta scritto? Ora se sette focolarini, che non trombano da 60 anni se la son presa, a me non me ne frega un cazzo. A nessuno tranne loro gliene frega un cazzo. La minoranza vince in Democrazia e la Madonnina si rilassa. In un programma dove il pelo pubico è la cosa meno osè che si vede, dove ci si riflette e si riflette sull'universo oltre la braciola di maiale, Ceccherini era il programma. Lo teneva coi denti, e milioni di italiani con lui. La fortuna dell'isola era quel moccolatore toscano da bettola e il suo atteggiamento comico triviale. Puppe, culi, rutti e curegge come solo Plauto, Boldi e De Sica potevano permettersi. Ma a me piaceva. All'auditel piaceva. Alle case di produzioni piaceva. Ma ai ciellini no, ai papaboys di Catanzaro neanche, al padre guardiano di Oropa men che meno. Siamo tutti figli di Dio, se ci crediamo. Siamo tutti figli di 'sto paese, se lo vogliamo. E domani guai a chi tocca Allah, dopodomani guai a chi offende la Pantera Rosa. Certe volte vorrei essere toccato dal mezzo televisivo nella sua potenza di rodermi il cranio e distruggermi, ma mi rimangio quel che penso quando vedo che davanti al potere di Dio pure lei vibra nel silenzio. E non mi venite a dire che è maleducato bestemmiare in TV, sennò gli spedisco i filmati di un telegiornale a caso.
Nelle pieghe della mano dicono che siano scritti i destini di ognuno di noi: amore, famiglia, salute e soldi. Nelle pieghe della vita dicono che ci siano dosi di culo insubordinate al merito che spingono a destra e manca milioni di esseri umani. Li portano a scegliere esistenze, lavori, amicizie, contesti e contenitori del loro quotidiano. Di conseguenza in tutto questo gioco sublime che si chiama vita dovrebbero entrarci le pieghe della mano. Credo. così si dice. Ma non è vero un cazzo poi. Nel sublime cammino verso la tomba che si chiama vita nascono meraviglie, e altre al fianco ne muoiono. Una però sono anni che non ci abbandona, resta lì come amorevole chioccia a custodire i nostri cammini ed appunto li contiene. E si chiama TV. Non è doveroso e sentito un discorso su di lei, non almeno in portata etica, non ce ne sono i mezzi. Ma vedere nelle sue ulteriori pieghe, che tanto condizionano pure quelle della mano, un messaggio educativo mi vien difficile. L'orario mattutino non è amato dal pachiderma, che piano piano utilizza ore per rinfrescarsi e toelettarsi, ed io lo sono (un pachiderma) Ma nel meriggio e alla sera, cazzo, la società televisiva mi vomita addosso tutto il suo intrinseco paradosso marcio. Il morto imbellettato che corre nel piazzale, la vecchia scotennata col diritto di replica, il mutante dalle mutande sporche che reclamizza il bicarbonato non sono nel mio concetto "sani". Vorrei piangere perchè mi emoziono, e non perchè mi vergogno, e vorrei vergognarmi perchè sono un reietto, e non perchè lo è uno spazzino di Frosinone. Mi domando se l'alternativa c'è, e la tetta delle sedici dice no. Ma io la guardo e mi potrei anche masturbare mentre faccio merenda. I canali del Cav. mi hanno cresciuto col verbo della mano morta e io, che sono morto anche nel resto, devo loro un grande merito educativo. Però ora basta, non è tollerabile la mostra televisiva sulle Forze dell'Ordine con cadenza quotidiana, anche perchè di loro pochi si fidano riscontrando i reali protagonisti coi sagomoni truccati e gli orgasmi della Pandolfi. Nel venire a sapere di un Raoul Bova star del film TV su Nassiria, mi rincresce non averlo visto mangiato da Predator e neanche da Alien. E poi tutti questi caratteristi da 20 lire, pompinare dei sottosegretari agli esteri e beati settantenni in pensione che rinascono a nuovo monumento nazional popolare dopo aver sparato nell' ultimo episodio di "Guardie Giurate" mi percuote le palle e non le stimola a riprodurre. Una sera su 7, nel mio vagabondare oltre SKY, vorrei veder del bello, e lo vorrei ad orario mortale, non alle 3. Lo vorrei per il popolo, per renderlo felice e crescerlo, come facevano gli imperatori coi giochi gladiatori, e non solo per sedarlo, mangiarlo, e portarlo alla fine del tubo digerente correndo nel catodico. Amen.
A piedi pari nelle gambe dell'avversario. Rompendogli tibia e perone in un intervento a metà campo, privo di ogni logica calcistica, Cannavaro si è conquistato il rispetto del centrocampista della Lazio Mudingay e la fascia di capitano della nazionale.Scuse? 0 patollo. Quest'uomo non ha nulla da insegnarci, così come altre persone. Eppure i giornali e la televisione, i barristi di periferia, gli amici del paese e l'arrotino lo hanno elevato ad esempio da seguire. Chi? Ma parliamo di quel ragazzo che si infilava le siringhine nei bracci davanti ad una telecamera (la sua) prima di una finale di coppa UEFA? Lui? Quello che parlava col povero Facchetti (dipende dai punti di vista) e con Branca minacciando ricorsi pseudo camorristici se non lo mandavano via dall'Inter? Quello che va sotto la curva Fiesole a fare il gesto di Toni ai tifosi viola, dimostrando per giunta un ottimo senso civico ed elevata educazione? Poi diciamo che gli ultrà sono bestie. Ma vadano affanculo i criticoni, rosiconi, impotenti che non sono altro. Bello vedere un giocatore della Juve che a fine partita canzona, al Franchi, 20000 e più persone dopo avere vinto. Bravo si, degno del capitano. Akab a confronto era 'na suora de clausura. Tutto questo ha fatto 'sto signore negli ultimi 24 mesi ma lui però ha vinto, e con lui ha vinto la nazionale di calcio. Egli, il Canna, ha sollevato la coppa al cielo una sera di luglio facendo più felici milioni di italiani. Li ha fatti innamorare, e come alla fidanzata puttanella si perdona il corno amicale, così a Cannavaro si perdona la totale mancanza di signorilità. Eh, guascone, anche te avrai da morire. Magari lo farai al monumentale il loculo. Ma se ti becco all'inferno te li spacco io tibia e perone.

No, non ce l'ho la carta di credito, no. E neppure il bancomat se è per questo. Ma neanche il conto corrente. E se proprio lo devo aprire 'sto conto non vado certo da voi. Le parole che nascondete nelle vostre sigle: NAZIONALE, POPOLARE, MUTUA, COOPERATIVO, RISPARMIO mi fanno paura! Basta con il bello ma sottile gioco dell'ironia grammaticale. Fatti. Fatti. Si dovrebbe obbligare, per legge, ogni banca ad andare affanculo. O forse no. Non voglio darti i miei soldi, caro Ennio Doris, da me non vedi neanche un penny. Oltre a provocarmi una forte sensazione di repulsione fisica, la tua figura mi incute pure timore al pensiero, matematicamente immediato, che dovrai custodire i miei averi. Mi domando come fai ad andare in giro senza che nessuno ti sputi addosso. Nel saper che sei un poco di buono, forse pure un ladro provetto, mi cascano le braccia. E vederti che inciti i giovani (fino a 40 anni come dici te) ad entrare nel tuo mondo Mediolanum come "Family Banker", mi raccapriccia. Primo perchè devi usare la lingua italiana e chiamare i tuoi sottoposti promotori bancari familiari almeno, secondo perchè mi vuoi inculare infilando nel mio nobile deretano pure il braccio. Costruisci attorno a me 'sto ceppo di minchia. Me le immagino le sciure lombarde o le donnine di Cosenza che guardando il tuo faccione tondo e dicono: "Ebbravo il Doris, cerca pure gente per lavorare con lui. Quasi quasi mi ci apro un conto da lui così mi mangia pure gli avanzi della pensione." Sei un genio. La pubblicità che la tua azienda fa è qualcosa di meschino ma eccelso. Prometter lavoro alle persone ed intenerir loro i cuori. In un Italia dove fra un po' fallisce pure il Colosseo, tu e la tua sana azienda rappresentate, alle 2 del pomeriggio su canale 5, un esempio nobile di cartina al tornasole della gestione bancaria, vincolata alle regole del mercato liberale e al gioco, aimè ancora in atto, del capitalismo. Il cranio non me lo devi mangiare Doris, e vorrei che anche tutti i tuoi amici delle altre banche lo lasciassero stare. Se proprio volete far pubblicità fatemi vedere dove investite i soldi che la gente vi da (tutti però). Fatemi vedere chi sono i vostri amministratori delegati, ditemi chi li manovra. Nel fantasticare e nel ritenermi un ingenuo scrivente mi rammarico nel non riflettere a fondo riguardo alla condizione mentale di molta gente, sommersa da un mondo briaco, fulminata dall'accessorio sociale, perbenista nel letto incestuoso. Mi vengono i brividi a veder così tante cose che forse tu, piccolo Doris, mi riderai addosso e mi schiferai. Ma non avrai mai il mio scalpo. E non lo avrà neanche la BNL, il Monte, la Cassa. Le poste poi le lascerei addirittura perdere, le hanno distrutte in meno di 10 anni, i picconatori del capitale. Il fatto è che il concetto di "BANCA" va modificato. Quando nel calcio dire che mettere la palla nei piedi di Maradona è come metterla in banca, si sbaglia. Bisognerebbe aggiungere una negazione, doverosa e che non costa nulla. Liberate i vostri conti e utilizzate il vostro potere uccidendo Hydra. Forse però un'alternativa c'è, è piccola e poco capillare, ma c'è. Scrivo l'indirizzo nella speranza che facciano quel che dicono, o dicano quel che fanno (soprattutto dei miei argenti)
PER INFO: www.bancaetica.com
Caro amato Francesco Forgione da Pietralcina, sei contento? C'hai tante persone: buone e cattive, belle e brutte, italiane e straniere, alte e basse, nere e bianche, grasse e magre, amò basta, che pregano per te e la loro salvezza. Nei cuori di centinaia di migliaia di italiani e non hai sostituito pure il buon vecchio, ma oramai inflazionato, Cristo. Persino le statuine in ferroghisacementoroargento che prima si costruivano per la Madonnina del Faro Retrovisore ora son fatte tutte e solo per te. Nell'ammirazione più totale che ho per il trasporto emotivo del meridione italico, mi stupisco nel veder copiose opere monumentali del tuo corpo stigmatizzato ferme ad ogni angolo d'ogni paesello del sud. E veder speciali televisivi condotti dal buon vecchio Lino Banfi (GIUDA!!!) che enumerano e narrano dei tuoi recenti miracoli scuote chiunque. Sopratutto commuove vederli su Rai 1. Il bimbo poi che ti ha fatto diventar santo; poichè TU (concedimi il condizionale) lo avresti curato dal buon vecchio malaccio, fa impazzire di gioia. Vederlo muoversi nel palco come un novello Edoardo recitando l'opera a te dedicata mi porta letteralmente a trasalire. Saper di saponette con la tua effige, poster, cartoni animati e mirabilia ulteriori spinge la personcina (di merda) che son io ad ammirar sempre più le tue benedette piaghe ad imago Christi. Ebbravo Gamellone, direbbe il Sardelli, tutti ti voglion bene. E pure io, me, te ne voglio. Vorrei solo che abbassasti quella cresta che, così come in vita, tieni alzata dalla mattina alla sera. Mi sono un pò rotto i coglioni di ammirare la cripta a San Giovanni Rotondo sul satellite a 'sta tele Padre Pio (intorno al canale 620 su sky). Mi fa raccapriccio mirare l'opinione pubblica lodarti senza neanche conoscerti, senza neanche analizzare ed ignorare quindi le tue collusione provate con la sacra corona e il potere parastatale, il tuo amore per i dindini tonanti e il comando. La tua storia recitata da due pezzi da 90 quali Castellitto e Placido non rende merito al tuo status. Eri un volpino, furbetto, mandrappone e nessuno lo ha fatto vedere. Potere dei media? Mah. So solo che molti ti lodano ma non si imbrodano, che molti ti pregano e ti sfregano, ti implorano e ti richiamano. Sono tutti dalla tua parte. Sei the boss in the ghetto. Ma ancora una cosa i fedeli non ti hanno dedicato, e lo hanno fatto con tutti i tuoi cumpari: un bel moccolo! Quando diventerai un moccolo comune, allora sarai il santo che ti credevi.

Nella vita di tutti ci si imbatte, a meno che non si sia uno dei sette nani e si viva nei pressi di una miniera di diamanti ai limiti del sottobosco, nel vivace e paradossale rapporto con l'auto (o affini). L'auto è veloce, e di conseguenza se la si batte, o per meglio dire cozza, contro un palo ci fa morire. L'auto consuma benzina, che costa più del "nero d'Avola" al litro (giuro!!!) e inquina da fare schifo. L'auto è fatta di lamiera e quindi se la si tocca con una chiave o altro supporto puntuto si svernicia meglio del gratta e vinci. L'auto ha gli interni in plastica, così se si vede un carro funebre, col cazzo che si tocca ferro. Te la riempiono ogni anno di accessori per la tua sicurezza ma te la fanno andare appena appena più veloce dell'anno prima (con la Betsy una volta sfiorai i 170 kmh, parlo di una Citroen AX 900 a benzina). Si divertono a metterti (gli ingegneri 'sti stronzi) marchingegni tecnologici nei vari buchini liberi del cruscotto tipo SAT NAV, GPS, MULIMAPPA, TOM TOM (chi è? La donnina del perchè) solo per il gusto di farti indicare da una voce di donna mezza rumena mezza fatta la strada più veloce per la coppe. Te la fanno comprare a tasso zero, ma non ti dicono che in 5 mesi si svaluta del 10%. Ti danno praticamente il mezzo più obsoleto che l'ingegneria moderna, o almeno quella successiva al carro, abbia mai creato, e te sei contento come un bimbo quando la lucidi o la stiri per la nazionale. Mi sembra logico, lo sono pure io contento quando ne vedo una bella; vivo nel paradosso di amarla ed odiarla, la amo nera ma non la disdegnerei rossa, fuoco, come la Ferrari. Mi piace il suo rumore quando si chiude con la chiave dell'antifurto, ah come è bello quel PLIN PLIN.
Una cosa però non piace a nessuno, nè ad Arturo Merzario nè al pedone pedante: IL PARCHEGGIO. Parcheggiare un' auto è una manovra di un rischio, economico ovvio, gravoso. Ogni piccolo centimetro di troppo costa centinaia e centinaia di euri dal carrozziere, euri dall'assicuratore, e calci in culo da quello che hai grattato ( che per caso c'ha una Porsche). Il parcheggio costa anche di stress, fatica se non si ha il servosterzo, e culo se lo si trova. Il parcheggio serve ad una cosa sola: custodire l'amato veicolo nell'unico vero momento in cui è utile, ovvero quando sta fermo e non rompe tanto i coglioni a te e a tu' madre. Quindi, o geometri del comune, la prossima volta vediamo di farli più larghi 'sti loculi per le auto, almeno la prossima, eh?
E altri 100mila andati a puttane.
Ci sarebbe da farsi una domanda. Ma veramente tutti i giovani di 'sto posto sono cos' deficienti come dicono? Secondo me si. Si da il caso che l'educazione reprima l'istinto in molti casi,e forse quella che la nostra beneamanta generazione ha ricevuto è ottima, in quanto reprime il gran buon che ogni uomo ha...la coerenza di pensiero. Ora spacciarsi per esseri supremi, dotati di intelletto sopraffino e genialità rifrangente ai problemi sta nell'accezione di paraculo come cane sta ad animale, Vantandomi di una coerenza puerile e di un'innocenza vengo al punto. Ma cazzo, come si può isolare politicamente l'unica comunità con decente potenziale che circonda i burattinai dalla scrivania di rovere e la bestemmia mascherata? Come si può avvilire il miglior esempio di natura "viva" lasciando marcire i suoi stami? Bah, per mio modesto parere i Ggiovani (con 2 G sì) sono una manicata di deficenti. Non hanno la forza neanche di sputare nel piatto dove non mangiano. Magari in quello con la zuppa sopra! Magari! Il problema è serio, limpido e di facile risoluzione, ma molto pesante da armeggiare. 'Sti politici danno ai giovani come Epulone darebbe agli schiavi, 'sti politici si interessano al veniale, senza guardare in faccia i problemi...Non sanno che sulla generazione X (fanculo le riviste che portano una L dopo) ci potrebbero fare affidamento. I figli dei papaveri da oppio che oggi ci governano sarebbe bene andassero affanculo. Sono dei grandi stronzi. Sono dei vecchi che amano restare vecchi, arretrati, zappatori della loro fossa ad libidum. Sti maledetti ringraziano i nemici dello stato ed elogiano i mafiosi proscritti che si candidano a presidenze, divincolano le membra su campi minati e contraeree meglio del balletto russo, assottigliano PIL, CISL, UIL, OFF, ON, SMA. SERIALIZZANO!!! Tutti in sigla bisogna cantare...NOI. I giovani di 'sto cazzo, sarebbe ora che capissero che estrema destra, liberalmoderato, stalinista e contorsionista, non sono altro che parole, buie settorializzazioni di aborti fatti da una grande madre. La Politica del Baccello mi ha rotto i coglioni. Non si può essere di Rifondazione se non si rifonda, non si può essere della Casa delle Libertà se non si libera, non si può esser Socialisti senza il sociale, lo STATO SOCIALE. Ma che fine hanno fatto i significati? E i giovani che fanno? Briachi come stacce, abbuffati da stronzate, vagano come fiale di insulina in una trincea di guerra sventolando Comandanti, Duci e parafulmini metodici, lassivi del buon senso d'un fattore: la coerenza. Ci hanno educato a stare muti, schemi nel SUDOKU (fanculo). Gatti già pelati.
Io Dico che un giorno andrò, speriamo che vieni pure te. Dove non lo so, ma andrò.
Inauguriamo dunque, dopo mesi di errori tecnici (per giunta voluti) la pagina web di tale sito: NERVO APERTO. Ci potrebbe esser da ridire sull'entità del nervo, molti lo preferiscon scoperto. Io no. Io lo voglio aperto. Un pò come il noto STUDIO, che è APERTO, elevato ad icona di perfezione alla quale desidereremmo tutti mirare. E qui è giusta una citazione di Jaques Dalmata, il famoso esegeta, sul noto telegiornale:
"IN CULO ALLA DEMOCRAZIA BRUCEREI I DIRETTORI DI STUDIO APERTO, GIORDANO SU TUTTI. EVVIVA LA MORTE DELL' OTTIMO MILLANTATORE DI MMERDA, O PESSIMO UOMO."
Ma passiamo a noi. Qui, chi volesse beninteso, può dire, ascoltare , scrivere, postare, orecchiare ed uccellare. Come il cacciatore alle 4 di notte si leva dal suo letto per seccare dei volatili innocui, così chi vien qui dovrebbe cacciare la parola e mangiarsi il suo significato ( che come l'uccellino del cacciatore augellante, ha poca polpa ma molto gusto). Uccidiamo i luoghi comuni, sfanculiamoci il mezzo gaudio. Io voglio sentire umori corporei aleggiare, o sofismi; non interessa cosa. Sensi. Come il cacciatore, con l'aiuto del cane, fiuta la preda; così chi vien qui fiuti l'idea. Principio. Grazie e alla prossima.