Doveroso spazio di accettazione minoranze mentali. E maggioranze
La città delle vallette. Milioni di italiani interessati a sapere se per caso Corona sia colpevole, se mai Mastella avesse o no i troioni in barca, se Lele Mora sia frocio e corrotto, se Sottile fottesse le fidanzate del Billionaire nel ministero degli esteri, se, ma, comunque, va bene, ti telefono presto, che faccio: lascio? Ma alla fine questi milioni, poveri spettatori del teatro dell'assurdo, rimangono veramente stupefatti? Che nel loro paesello ricco di cipressi secolari e pievi romaniche, all'ombra di raccordi autostradali che portano nella bara, tutto fila liscio? Ma se la metà di noi pagherebbe per stare al posto del boia, se quell'altra metà sputtana la tredicesima coi troioni nigeriani, se diversi e silenziosi si rovinano dalle seghe davanti al postalmarket dell'amante di nostra moglie. La morale non esiste e qua non la si fa di certo. siamo peccatori, scagliateci contro la pietra tombale. Funestati da un senso di rivalsa sociale nel vedere figli di re che cercano gli spiccetti nei videopoker e poi si lamentano citando Pascoli se un paparazzo da 20 lire gli dice che lo ha beccato con le "ballerine". Quello secco e lungo che accende la miccia al primo ministro che sta vicino al travone col poccione di silicone e poi dichiara: "il mio privato non deve interessare, io non mi dimetto". Va bene, concordo, ma non lasciasse perdere la prossima volta se ti licenziano dal lavoro perchè rimani incinta, se poi i fligli tirano le cuoia davanti a mezzo milione di bamba chimica, se ancora la Palombelli si professa monogama e dice di trombare solo quell'uomo che leccava il culo ai papi morti, mi sembra si chiami Rutelli. Siamo tutti figli della mamma e non possiamo biasimare la nostra mancanza di valori. Davanti ad uno spettacolo agghiacciante che taglia via tutte le radici questo par forse il male minore: scopare e fottere, fottere e scopare. Qualcuno lo riterrà invece il peggiore, ma qua non stiamo a fare i conti col futuro, qua guardiamo al presente. Non so se le calunnie, le parole, il fango, il nulla che tanto fanno male alla moglie di Sircana siano gli stessi sintomi che il popolo sente quando si ammala, e di certo non è lo scatto di una macchina fotografica che può corrodere ancora più a fondo un sistema in metastasi, semmai ne accellera solo la morte. L'apparire si confonde con l'essere e la vittima col colpevole? Non lo so signora Sircana, forse domani potrebbe domandarlo a suo marito però, e a quelle persone che lavorano con lui.
oltre la fonè c'è solo il tentativo fallimentare di percepirla. Quindi mi rimetto al qualunquismo sfacciato dello slogan che distrugge la morale e si presta a varie letture sempre e comunque traviate e soggettive. Chi va dicendo che Forza Italia è un partito si dimentica del motto, chi sostiene che Liberale abbia accezione positiva si inviti da solo a cena in casa Rostagno che si troverà bene (eh eh eh). Chi persevera nella concertazione si dimentica i piano solo di verzurieri quali Schubert. E a caval donato io pensavo fosse Donato di nome. Quindi quando calano le tenebre, da vigliacco quale sono, me ne vo per la città con vernice nella mano, e ridendo da ubriaco scrivo sempre questa frase:
Facciamola finita.
Proposta di legge: "raccolta fondi per l'ampliamento degli stadi in vista di Euro 2012". Prendete copiose buste di plasma, rompetele nel selciato antistante il San Paolo, quattrocento birbanti armati di spranghe e bastoni, lasciategli guardare "Striscia lo striscione" per dieci minuti, condite il tutto con liste di collocamento in mano alla Camorra, Regione Campania et similia. Prendete quindi cinquanta poliziotti esagitati bisognosi di arrivare a fine mese col santino del Duce nel portafoglio, fategli fecondare una donna a caso di modo che mettan su famiglia. Mantecate quindi con un discorso di De Laurentis, tre film di De Sica (il presunto spermatozoo) e lasciate sbollentare finchè un ometto in seggiola a rotelle di nome Pancalli non dirà altre tre frasi a cazzo. Servite bagnando con abbondante dose di SKY e la cena è pronta.
I professori lo odiano (tranne i politicizzati di ateneo stile Brezzi Camillo). Tante persone lo amano, più per quello che sta facendo ora che non per le glorie del passato. A noi ha semplicemente rotto i coglioni. Il Benigni sudaticcio e fintamente commosso che prende a calci il capolavoro assoluto della letteratura è ridicolo e inguardabile, con quei suoi occhietti furbi di chi sa che ogni canto vergato dal Sommo Poeta lo porta nel girone degli avari, forse più che una qualsiasi tigre che si rotola nella neve. Benigni ci ha rotto i coglioni non tanto per le letture dantesche in se stesse. Probabilmente la maggior parte di quelli che pagano il biglietto pensano che “
Dai che ce la fai. Oramai hai 20 anni, è ora che tu sappia di chi sei figlio. Delle quote rosa. Che poi a me par semplicissimo il paradosso, forse è perchè sono malizioso dai momenti in cui i gameti ancora cazzeggiavano. Passato un altro otto marzo, stroncati vari rami di mimosa, le quattro suore troie che siedono sui ministeri "sessisti" di turno ritornano all'attacco. "Quote rosa, quote rosa, quote rosa". Ma non c'è rosa senza spine. Il diritto di votare l'uomo si sa è bluff, il diritto di votare donna si sa è esterofobo. Quote rosa demonizzano il potere politico aumentando di molto la relegazione della donna dentro schemi a compartimenti stagni. Limitano. Mi ricordano da vicino il ghetto di Venezia. E vedrete che, dopo che il mondo ha inziato a bruciare le quote rosa facendo direttamente il passo di Downing street, visto decenni dopo pure a Berlino (giusto per rimanere tra amici di mondiali vinti), anche a questo giro la gauche francese lo prenderà nel culo. Si accettano scommesse.
You know that I care what happens to you,
Guardavo stasera il filmo "Batman Begins". Praticamente è la storia di questo ragazzo, Bruce Wayne, che scopre che la giustizia è il miglior mezzo per pacificare la sua corrotta città: Gotham City. E, dopo aver mangiato la merda a bocca piena, si trasforma in Batman. Grazie a questo alter ego e ai tantissimi soldi che ha a disposizione, oltre a svariate invenzioni che l'azienda di famiglia produce, cerca di estirpare il male. Poi m'è venuto in mente che da noi c'è Lapo e sono andato a portare il cane a pisciare.
Non ci sarebbe nemmeno bisogno di parlare davanti a cotanta abbondanza. Ci sono quelle situazioni in cui la mimica soppianta benissimo la parola, già di per se mezzo fottutamente inutile. Se ben rifletto sui danni che il verbo ha creato nella storia mi rammarico che le scimmie ancora stiano negli zoo e non negli scranni. Vedere quei bei, grossi e tondi faccioni rasati e profumati che pasteggiano con gamberoni crudi, mentre le mandibole scassano la piccola corazza rosea, non necessità di commenti ulteriori. Ieri sera ho mangiato da amici, e ci siamo abbracciati e poi siamo andati tutti a vedere i piccoli miracoli del dizionario. Ero così pieno che durante il viaggio di ritorno per poco non vomito. Ma andava bene, non c'era bisogno di niente. Era luculliano il contesto, non necessitavano neppure interventi di risanamento, grappini secchi, era panacea. La zuppa inglese era divina, e diceva sotto sotto: "Asado, fammi una sega". Ma chi è che rovina la propria esistenza pensando che le Maldive siano belle senza mai avere visto l'Argentario? Ma è giusto allora che la parola si elimini. Agire. Lo vedi, lo prendi, lo gonfi. Ma poi no, alla fine rifletti, è quello che ti frega. Mi domando cosa faceva Dvorak durante le sue giornate d'ozio e poi penso: "magiava bene, iniziava a digerire e si beveva un bicchiere di wodka". E invece c'è chi va a ballare, stappa lo champagne e nemmeno rispetta i viticoltori della Franciacorta. Sta tutto li il trucco del mago, conoscere il campo di battaglia. Che mica Napoleone ad Austelitz andò ignorando, sapeva già il piano dal principio. E la tirò nel culo a tutti. Comunque già rispondere a chi ti dice che va a ballare fa trasalire. Vado a ballare: lo trovo comico. "Che fai?". "Ballo". Oddio che ridere. Film della settimana: I figli degli uomini, che è pure uscito nelle videoteche mi sa e quindi te lo puoi scaricare bene, abbassando la percentuale che si tramuti in pornazzo. Vedi esempi recenti. Altro che Ozpetek e il suo maledetto bisogno di provare a non dirci un cazzo, riuscendoci per giunta in maniera egregia. Sai è la storia di un medico che si scopre gay e poi si tramuta in un cormorano e si schianta contro un auto tipo effetto doppler ma però di carne (ciccia) e poi sua moglie glielo tira nel culo perchè Accorsi urla, che è la cosa che gli riesce meglio, dicendo che era l'amante del marito. E comunque c'era pure quella grassona che non ha senso però ci stava e quindi Accorsi urla di nuovo incalzando. Mi sembra che questo qui si chiamasse "le fate ignoranti". Ignoranti nel senso che erano delle grandissime teste di cazzo, presumo.
Denunciare il disservizio in questa sede non promette niente di buono. Uno poichè la rete si dissemina di personaggi idioti e camuffati da letterati, secondo perchè l'intelligenza barcolla davanti ad una donna nuda. Quindi dove ritirare le poche scorie radioattive che ancora non abbiamo seppellito sotto i campi da calcettto dei nostri figli? Ho scoperto per caso che Costanzo è un maiale antropomorfo, ho rovistato nei suoi file d'archivio piduista e mi son divertito. Ne ho scoperte ben più di quelle che sapevo e mi son pure riocordato che è stato sposato con Simona Izzo. Il Mereghetti mi sta simpatico perchè stronca i film del suo attuale consorte, ovvero quel signore che si spaccia come figlio di Tognazzi, tale Ricky. Ultime novità anche dal fronte dei ggiovani d'oggi: hanno rotto i lucchetti che tenevano saldo l'amore dei debosciati a ponte Milvio in memoria delle fredde mani di Scamarcio (che già di per se solo onomatopeicamente parlando fa cacare). Che dirà il suo "pater", ovvero il signor Moccia, autore anche dell'"orazione funebre ad una lasagna"? Nulla visto che, proprio il giorno dopo che tutti i tg e i quotidiani (pure Libero) si sono occupati della notizia, è iniziata la campagna promozionale per l'ultimo capolavoro del gruppetto de amici der baretto. "Io violenterei la Chiatti però!" (concordo col signor Loremì che sotiene che il mostro di Foligno abbia più verve), questo ha detto il fortunato giornalista dell' Indipendent che ha assistito alla proiezione del film in lingua inglese. Insegno doppiava anche in questo caso che lui è bravo e fa ridere. Cosa ho scritto oggi? Nulla, ma diventerà un gelido e "draconiano" (ah ah ah) gioco mentale e d'abitudine.