Doveroso spazio di accettazione minoranze mentali. E maggioranze
Grande attesa negli USA (provincia di Belluno) e code chilometriche (si va bè una trentina di metri) per l'uscita del nuovo telefono della Apple, tale I-Phone. Lo strumento, o manufatto male, permette a chiunque lo voglia di avere diverse funzioni essenziali racchiuse in un piccolo marchingegno spesso pochi millimetri e lungo undici. Quelle conosciute, e leggibili nel manuale di istruzioni, sono: cellulare, portale internet, lettore mp3, macchina fotografica a 2 milioni di pixel, grattugia; il tutto a solii 600 euri. Soddisfazione per i vertici dell'azienda americana, sopratutto pensando che il prossimo modello, in uscita fra 20 giorni, permetterà anche di effettuare iniezioni di salbutamolo gratis con la modica spesa aggiuntiva di sette dollari. E intanto migliaia di idioti aspettano all'addiaccio con copiosi principi di bronchite. Sono in attesa del futuro e sono già arretrati.
Che alla fine Basso fa pure un po' pena. Oramai ha preso quel ghigno ebete da ragazzo disadattato che ha rotto il vetro della canonica. L'americano invece no. Lui, vincitore di 7 tour, se la ride e se la gode dall'alto del suo cancro ai coglioni che gli è servito come lasciapassare per la gloria. Ricette mediche, farmaci antitumorali, sponsor miliardari, salite a muso duro. Poveri noi. Ha iniziato a distruggere il ciclismo dalla base. Ha costruito il BAFFO NIKE PEDALANTE sul passo pirenaico, le pubblicità moraliste sulla compassione a chi c'ha le metastasi. Mercificato la gialla maglia che qualcun altro sudava con fughe leggendarie. Non parlo di Bobet, Hinault, Indurain, Pantani, Coppi, Merckx, Gimondi. Che poi alla fine la "bomba" se la prendevano pure loro. Ma almeno non montavano la panna acida dietro le lacrime di Casartelli a suon di abbracci alla vedova e al bimbo orfano col "futuro da campione". Maledetto texano, invece di incularsi le pecore come tutti i suoi compatrioti s'è messo sopra una bici e ha iniziato a correre. Con quel marchio che poi s'è preso pure la corsa che ha reso leggendaria negli Stati Uniti dove, caso strano, stanno gli amministratori delegati del logo medesimo. Gli dedicherei una vetta alla prossima edizione della Gran Boucle: la "cima doping" e, ovvio, cambierei sponsor tecnico.
Ma se leggo gli ingredienti della Fiesta non rischio il tumore? Eppure la fanno a Cuneo. O se zuppo i biscotti nel caffelatte non viene il diabete? Ma se vengono da Parma. Che male potrà mai fare un pagliaccio americano pederasta e misogino che reclamizza panini imbottiti di cartone, che poi a me piacciono pure? Tipo: un panino ma senza patate cum birra è perfetto dopo la sbornia, passa il mal di testa e corri al bagno.
Oramai la pensione diventa una chimera, il lavoro ci porterà nella tomba e non mi stupirebbe vedere, nei grandi cimiteri di Shangai, donnette cadavere intente a filare il cotone. E nella vecchia Italia terra di santi, poeti, navigatori, figli di scimmia, moriremo tutti "nobilitati". Poi in effetti abbiamo anche l'esempio ad un tiro di schioppo in frequenza. Amabili personaggi ritenuti leggenda, impestatori di portafogli già di per se leggeri, che strimpellano ed allietano, nel potere della musica come mezzo di comunicazione universale. Vedo Bono e piango, penso a Edge e rido, che poi è la reazione di uno che si inietta eroina ai giochi della gioventù. Ma perchè vivete ancora? Ma perchè, sopratutto, lo fate suonando? Mio fratello si corrode le orecchie con "Sunday Bloody Sunday" e io lo commisero, riconoscendo una discreta canzone. Ma dopo, c'è solo un buio oltre il maresciallo. Stanno assieme, uniti nel messaggio del "risana il debito" però nuotando nelle piscine colme di Barolo, emettendo urli indecifrabili su pennate di Fender congelata. Basta! La colpa siamo noi che li compriamo e le radio, avvezze ad abortire musica con cadenza quotidiana, a pubblicizzarli. Io vi odio più di Britney, per restare nel mio orto di dolore familiare, perchè non capite che siete degni di un ritiro dorato, ed ancora volete comunicare. Ma cosa avrete ormai da dire oltre alle sconclusionate frasi fatte da bar periferico? Ancora sulle "strade senza nome" volete sensibilizzarci? Ma noi c'abbiamo l' e-mule e le vostre fresche merde non le capiamo, ma comunque ce le imboccate pure nei gabinetti lungo l'autostrada. Anche quando baciate il culo a Geldof mi fate ridere, poi buttate sempre tutto sull' odiosa strofa di One: "To drag the past out into the light". Forza futuristi, bruciamo Venezia. Chi capisce è bravo, io stasera ero a Montefalco.
Proposta di legge: "raccolta fondi per l'ampliamento degli stadi in vista di Euro 2012". Prendete copiose buste di plasma, rompetele nel selciato antistante il San Paolo, quattrocento birbanti armati di spranghe e bastoni, lasciategli guardare "Striscia lo striscione" per dieci minuti, condite il tutto con liste di collocamento in mano alla Camorra, Regione Campania et similia. Prendete quindi cinquanta poliziotti esagitati bisognosi di arrivare a fine mese col santino del Duce nel portafoglio, fategli fecondare una donna a caso di modo che mettan su famiglia. Mantecate quindi con un discorso di De Laurentis, tre film di De Sica (il presunto spermatozoo) e lasciate sbollentare finchè un ometto in seggiola a rotelle di nome Pancalli non dirà altre tre frasi a cazzo. Servite bagnando con abbondante dose di SKY e la cena è pronta.
Non ci sarebbe nemmeno bisogno di parlare davanti a cotanta abbondanza. Ci sono quelle situazioni in cui la mimica soppianta benissimo la parola, già di per se mezzo fottutamente inutile. Se ben rifletto sui danni che il verbo ha creato nella storia mi rammarico che le scimmie ancora stiano negli zoo e non negli scranni. Vedere quei bei, grossi e tondi faccioni rasati e profumati che pasteggiano con gamberoni crudi, mentre le mandibole scassano la piccola corazza rosea, non necessità di commenti ulteriori. Ieri sera ho mangiato da amici, e ci siamo abbracciati e poi siamo andati tutti a vedere i piccoli miracoli del dizionario. Ero così pieno che durante il viaggio di ritorno per poco non vomito. Ma andava bene, non c'era bisogno di niente. Era luculliano il contesto, non necessitavano neppure interventi di risanamento, grappini secchi, era panacea. La zuppa inglese era divina, e diceva sotto sotto: "Asado, fammi una sega". Ma chi è che rovina la propria esistenza pensando che le Maldive siano belle senza mai avere visto l'Argentario? Ma è giusto allora che la parola si elimini. Agire. Lo vedi, lo prendi, lo gonfi. Ma poi no, alla fine rifletti, è quello che ti frega. Mi domando cosa faceva Dvorak durante le sue giornate d'ozio e poi penso: "magiava bene, iniziava a digerire e si beveva un bicchiere di wodka". E invece c'è chi va a ballare, stappa lo champagne e nemmeno rispetta i viticoltori della Franciacorta. Sta tutto li il trucco del mago, conoscere il campo di battaglia. Che mica Napoleone ad Austelitz andò ignorando, sapeva già il piano dal principio. E la tirò nel culo a tutti. Comunque già rispondere a chi ti dice che va a ballare fa trasalire. Vado a ballare: lo trovo comico. "Che fai?". "Ballo". Oddio che ridere. Film della settimana: I figli degli uomini, che è pure uscito nelle videoteche mi sa e quindi te lo puoi scaricare bene, abbassando la percentuale che si tramuti in pornazzo. Vedi esempi recenti. Altro che Ozpetek e il suo maledetto bisogno di provare a non dirci un cazzo, riuscendoci per giunta in maniera egregia. Sai è la storia di un medico che si scopre gay e poi si tramuta in un cormorano e si schianta contro un auto tipo effetto doppler ma però di carne (ciccia) e poi sua moglie glielo tira nel culo perchè Accorsi urla, che è la cosa che gli riesce meglio, dicendo che era l'amante del marito. E comunque c'era pure quella grassona che non ha senso però ci stava e quindi Accorsi urla di nuovo incalzando. Mi sembra che questo qui si chiamasse "le fate ignoranti". Ignoranti nel senso che erano delle grandissime teste di cazzo, presumo.
Si inaugura a Milano una mostra fotografica shock con protagonisti i signori Dolce e Gabbana. Gli scatti, opera di tale Klein, ritraggono i due stilisti in mezzo a diverse fiche nude e a qualche cazzo sodomizzato. Che bello! Gli spagnoli, conosciuti ai più come dei napoletani tonti, rifiutano però di adottare le pose plastiche dei due stilisti per inserirle nella campagna pubblicitaria iberica del celebre marchio. "Censura!" Questo avranno gridato, fra un bicchiere di Armagnac e una pista di cocaina i membri dell'affiatato duo di "sarti" (che quello poi alla fine sono) di Simona Ventura e Veronica Ciccone. "La Spagna ancora non è pronta alle nostre immagini, loro sono un po' indietro...cosa c'entra l'immagine artistica con il fatto reale?". A parte che qua si vende arte come se si potesse catalogare un concetto mentale, impacchettarlo e spedirlo al più vicino gallerista miliardario, inculandosene del buon vecchio pretesto che l'artigiano è artista e viceversa, in culo a saper minimamente usare le poche doti per creare ed quindi esacerbando un ragionamento che oramai, signori miei siamo nel 2000 e siamo tutti bravi, risulta obsoleto e passatista (l'ironia). Poi vogliamo mettere D&G davanti al povero mondo di omuncoli pelosi che abitano la penisola iberica e che ancora non sono pronti a recepire il loro così alto messaggio? Vedere il lungo del duo, quello coi capelli, che posa in mutande con un paio di sandali avec tacchi a spillo (ispirazione pasoliniana han detto, ed un altro cadavere eccellente ridotto a macchietta)o il nano calvo che si fa pestare i coglioni da una fica dovrebbe riconciliarmi con la fotografia, arte troppo spesso bistrattata ed accessibile. Se la fan loro la foto è arte si sa, perchè loro rappresentano l'Italia rampante, quella che critica la Spagna se dice no a quattro salami gnudi davanti alle scogliere di Portofino, ma se ne sfancula se quattro preti muniti di crocefisso di platino sindacano sul sesso prematrimoniale o sui famosi DICO (il discount porcoddio). Fortuna che il bel paese è la patria del lusso (in culo ai castigliani) che ovvio è per pochi. Lusso di non possedere nemmeno un paio di gemelli marchiati D&G, ma di essere un cretino qualunque che li infilerebbe con l'alabarda i due stilisti.
Soffermarsi sul fatto non rende giustizia alla dignità che si dovrebbe avere in certe occasioni. Ma se rileggo, ascolto, vedo e penso mi rendo conto che è mancata una categoria che ha partecipato al dibattito: i Protagonisti. Coperti dal vetro oscurato della Maserati si allontanano a tutta velocità nelle notti milanesi e non si fermano neppure davanti alla paletta dei CC. Vestiti come cartelloni pubblicitari lungo gli svincoli si mostrano alle telecamere e sciorinano marchi, loghi, che arricchiscono i loro quotidiani in palestra umiliando i portafogli del resto del mondo. Fidanzati, no, cazzo scusate, compagni, fedeli di modelle, soubrette, gagarin che mostrano peli pubici in ogni testata nazionale soffritti da rivoli di sangue che scende dal naso polveroso di cocaine made in Castellammare di Stabia (dove stava JJ Cale?). I Delanteros del Catania tacciono, i trequartisti del Milan cantano al karaoke, quelli della Juve bevono gianduia, e io la domenica li guardo pure. Ma dove abita la dignità se morire nel pallone non ha il verbo di chi lo calcia? Cassano è un fenomeno, peccato che ci si riduce a guardare il piede e non riflettere che pure lui ha il diritto di voto. Ma povero pulcino, impara almeno ad accendere il salvavita quando va via la luce, mica ti chiedo la guerra dei cent'anni! Porterei rispetto a sparuti gruppi di personaggi illuminati, quasi sempre in pensione, di calcianti che dibattono però dietro tavoli di vetro. L' AIC non è verbo dell' Universo, così come a Torino han fischiato il sindacato. Non c'è dogma nelle parole di Campana. Mentre Totti e Cannavaro provavano ad accendere la Playstation con la manovella, a Catania saltavano per aria fegati. Ogni domenica saltano fegati, e loro sono sempre li, brillantina e lampada solare, rolex e sussidiario. Nelle arene il silenzio sarebbe giusto che lo suonassero pure loro.

Per strada tante facce
non hanno un bel colore,
qui chi non terrorizza
si ammala di terrore,
c'è chi aspetta la pioggia
per non piangere da solo,
io sono d'un altro avviso,
son bombarolo.
CHE ORMAI SON 4 MESI CHE VOLEVO FARE QUESTO "COPIA E INCOLLA"
Caro Lapo, ti scrivo la presente per incitarti, vista l' impossibilità di intimartelo, a farla finita. Nel profondo del mio cuore ti voglio pure bene, perchè mi ricordi tanto quel compagno di classe che per trombarsi le ragazze si conciava come un porco travestito da Oscar Wilde. E in diversi anni che lo ho frequentato, devo ammettere, ho imparato a conoscerlo. Passando il tempo con lui, piano piano, ho intravisto tra le pieghe dei suoi disarticolati discorsi la matrice del disagio, della sofferenza, dell'infanzia frustrata. Ho iniziato quindi ad affezionarmi. Sia chiaro, tu mi dirai: "chi è senza peccato scagli la prima pietra", ed io non sono certo lindo e monacale nel mio atteggiarmi da grillo parlante, ma me ne sbatto e lo faccio lo stesso. La tua coscienza, lo so, è finita nel cesso proprio quella sera in cui ti sei cappottato su letto del travone, tra una pista e l'altra. Che poi, e batto sul ferro finchè è "freddo", qualsiasi altra persona al posto tuo si sarebbe trovata ancora imbrigilata tra gli articoli e i codicilli di un processo penale è indubbio. Ma tu sei Lapo, dal nobile nome toscano, fiero erede della dinastia, ahimè merdosa, degli Agnelli. E io come agnello ti sacrificherei sull'altare del tempo, per ricordare a tutti che l'apparenza inganna, ma alla fine del gioco vince sempre. Da anni ti dedichi, con profitto, alla promozione. Tu, diavolaccio d'un Lapo, promuovi tutto, riusciresti, meglio del mai troppo compianto De Curtis, pure a vendere a Totò stesso la fontana di Trevi dopo che l'ha rifilata all' americano. E tu sai promuovere perchè incarni, da cannibale, tutti i difetti del nostro popolo e tutti i pregi. Ti fai beccare ma la fai sempre franca. Cercherò di inviarti, se ci riesco, un biglietto FS (di prima classe si intende) per invitarti cordialmente in una località a me tanto cara: Affanculo. Spero che li ci sia tanto sole, perchè almeno ti torneranno realmente utili i nuovi occhiali da te lanciati, quelli da 1000 euro al paio. Anzi, prima di partire, regalane uno pure agli operai di Termini Imerese e a quelli di Torino, e sentirai se non saran lieti, come me, di indicarti la stazione più vicina.
CIUFF CIUFF ACCIUFFA
Alla faccia di chi dice che scrivo poco, vi racconto, amici della vita mia, cosa ho fatto stasera. Intorno alle sette di sera, dopo aver riassunto in un foglio di carta da parati le guerre avvenute nel suolo italiano da Carlo VIII di Valois sino a Carlo V d'Asburgo (il tutto per perpetrare la causa tanto caro a Pio da Pietralcina ovvero l'autolesionismo) ho ricevuto una telefonata da quel matto di Augusto de Megni. Per chi non se lo ricordasse, Augusto è quel povero figlio di multimiliardario massone perugino che fu sequestrato una quindicina d'anni fa dall'Anonima Sarda. Dopo questo evento drammatico il povero bimbo si è ripreso ed è diventato un omone grande e forte capace pure di vincere (in culo ai fantasmi del passato) il Grande Fratello. E poi si dice che la Massoneria non conta più una sega. Quel burlone di Augusto mi ha chiesto se volevo andare a cena fuori assieme ad alcuni amici. Io, sicuro che tanto avrebbe offerto lui che è ricco e se lo può permettere, rispondo di si. Mi ritrovo intorno alle 21 nei pressi di Città di Castello, ridente cittadina umbra, dove ho appuntamento con il mio amico sequestrato. Arriva subito, per fortuna, e mi fa salire nella sua auto. Dopo avermi raccontato, per circa trenta minuti, le avventure delle molliche di pane quando sono imbevute di aceto balsamico, arriviamo ad un ristorante in aperta campagna, situato al piano terra di una antica villa del seicento (A.C.). Appena varcato l'ingresso del ristorante Augusto mi presenta gli amici, quattro. Io stupito li riconosco tutti al primo sguardo. Uno era Scamarcio, poi Muccino, c'era anche quella topina della Velina, ora non mi viene il nome, quella che stava col calciatore, coso lì, ed infine il grande Raimondo Vianello. Li guardo, sorrido e penso... "ma che fortuna che porto sempre con me quei cinquanta chili di esplosivo al plastico".
"No, prendo le ferie a novembre, mi sa che vado in Nicaragua Là ci sono 30 gradi all'ombra pure a Natale." "Vedessi quanta gente scappava durante lo Tzunami. Oh, da non credere. C'era pure Pippo Inzaghi che stava nella barca con me, l'ho salutato e lui m'ha mandato affanculo. Ti credo, c'era l'onda anomala." "Comunque mi sa che ci ritorno in quei posti meravigliosi, e poi, ora che ci va meno gente per colpa di quest'alluvione, è pure più economico." "Bevi questo vino sudafricano, che è buonissimo. Syrah si chiama, lo fanno vicino a Città del Capo." "Ah, si starà pure bene in Giamaica, ma come si mangia male. Gli spaghetti del ristorante sempre scotti, ci mettono sopra una salsa che sembra ketchup, 'na cosa schifosa veramente." "Si, e poi siamo stati alla fabbrica di Rhum. Ce ne erano cento tipi. Buonissimi. Sopratutto c'erano quelli aromatizzati che, oh, te davano 'na botta! Leggerini leggerini, ma dopo quattro o cinque bicchieri non capivi una sega." "Non sanno se ci possono mandare a Cuba con questa storia di Fidel Castro, ora che sta male la situazione dice che è strana, non si gestisce tanto bene. Forse ci mandano in Venezuela quelli dell'agenzia, ma non è la stessa cosa. " "E poi vedessi, a Sharm il villaggio aveva tutto. Te andavi al bar e bevevi, senza pagare una lira. Cucina internazionale. C'era tutto. Potevi esplodere da quanto mangiavi. Favoloso. Poi abbiamo fatto l'escursione con i quad nella sabbia una sera. Vacci se ti capita." "Mah, comunque una volta alle Mauritius c'era meno casino."
yes, yes, yes
Amiamo ascoltare musica, godiamo nel sentire il nostro padiglione auricolare e gli ossetti che stanno dentro stimolare il cervello con una melodia. Diventa essenziale per l' esistenza. E dunque ritengo giusto dedicare del tempo a chi mi sta salvando. Potere al mulo. Dio lo benedica. Santo subito. Altro che chiacchiere, ogni volta che lo vedo con quelle linee di percentuali che salgono, provo un senso di affrancamento nei confronti della sciampista di Piero Pelù. Dio, grazie d'aver portato menti geniali a creare 'sti capolavori dei peer to peer. Cerchi il White Album suonato dalle clarisse d'Assisi? Li ce lo trovi. Vuoi rivedere (vero DDR?) il caro CB contro tutti da Costanzo? Aspetti che le lineette salgano piano piano, e lui arriva. Goduria e serenità nello stesso istante. E poi all'italiano qualunque piace usufruire di un servizio in maniera gratuita, illegale magari. Gli da un senso di comunanza con i propri padri fondatori e soddisfazione personale. C'è invece un contraltare, logico, che sostiene quanto determinati valori siano ancora in auge. Il gusto di aprire la confezione di un cd, strappare via la pellicola, leggere il libretto (favoloso l'ultimo degli Strokes), annusare quell'acre odore chimico del supporto misto al compact. E poi vuoi mettere, avere qualcosa di tangibile tra le mani che ti rimane una vita (lembi)? Ma il gesto, le sue finalità e i suoi scopi, costano cari. Si viaggia su cifre che non appartengono al reale, avvicinandosi più al valore dell'oro al grammo o del tartufo d'Alba. "20 euri? Per il cd di Jessica Simpson? Ma ho sentito bene? Lo regalo a mia nipote, no non è per me. Si, la voglio traviare da piccola, voglio farle male. La odio. Lei non può. Ah, costano così anche dalle altre parti, bene. Ora indagherò. Lei si tenga Jessica che io riprendo i dindini. Arrivederci? Ma se ne vada affanculo." E poi ti domandi. Ma dove vanno tutti questi 20 fottuti euri? Chi se li intasca? Il cantante si giustifica sempre, dice che a lui spetta solo una percentuale minima (dieci? Quanto). la SIAE se la tira in culo difendendo la categoria e sostenendo il dato che, giocando al rincaro, loro sono sempre rimasti stabili (non è vero, andate a pagare le serate musicali e poi vedrete che i prezzi salgono minimo del 10% ogni anno). C'è chi da la colpa all'IVA, come se fino a ieri non ci fosse (vallo a chiedere ai danesi quanto costa l'iva). E poi vuoi paragonare un compact al pane? Gliela togliamo l'imposta aggiunta a Vasco Rossi? Ormai è più potente e famoso di Cristo, se la togliesse da solo l'iva invece di propinarci una compilation ogni tre settimane ( e per giunta con dentro le stesse canzoni). Fegato fegato. Le case discografiche nascondono il male? Beh, in gran parte si. Oltre a uccidere mia nipote con Jessica Simpson e Pau,pau,pau,pausini, oh yes, marciano sulle ceneri delle sette note fregandosene del portafoglio. Eppure in America un cd viene 10 dolla, in Inghilterra 9 sterle ( che è poco se pensi che una pinta a Londra costa 2 pound ,e comunque si trovano nuove usicite pure a 6 con le promozioni 3x2). E comunque anche all'estero la gente, e molta, si lamenta. Dunque, oltre la mera economia, cosa regge le sorti del supporto audio? Ligabue? Che, dall'alto della sua capacità di regista di film frantumacoglioni (perchè lui è artista a tuttotondo) e musicante ripetitivo inneggiante a campari e sode durante happyhours milanesi (è un complimento?), sotiene che il cd, si , è caro ma dura per sempre. O Ramazzotti con la sua anatra cieca infilata nella giugulare che deve pagarsi le collaborazioni eccellenti per il singolo fatto con la pianolina Bontempi? Forse Jovanotti (uno dei più cari) che ringrazia Bono Vox, Emergency e Caligola col suo cavallo in un delicato pacchetto porta cd da 4 etti (tutta carta plastificata) manco fosse una monografia sugli Scrovegni? Forse i miei 20 euri vanno alla borsa Louis Vuitton di Jessica Simpson? Ma, io dove vanno non lo so, ed ignoro anche il perchè. So solo che il mulo m'ha salvato, e io gli voglio tanto bbbene.
Se la mamma dei cretini è sempre incinta, quella dei fratelli Muccino, tale regina Didone, ha problemi seri di vincolo al motto. Dopo aver partorito i due esseri, dicono voci, sembra essersi nascosta in un rifugio del CAI in cima al Terminillo. Da allora mai più sue notizie. Il, grande, coso là, è un professionista assoluto della macchina da presa. E tutti, cari miei, lo dobbiamo ammettere. Forza e fama gli son dovute da bibitoni a base di Eroina, succo alla pesca e cadmio che la madre, ancora giovine e bella, ingurgitava nei giorni successivi al concepimento. Egli, il regista, si muove negli ambienti che contano con piglio sagace e misantropo (non vol dire un cazzo ma ci sta bene). Riverendo alle dame durante le feste, le convince del disagio sociale e se le porta a letto in un click (tempo necessario affinchè il paparazzo del "chiacchieradaparruchhieramagazine" lo immortali mentre la Canalis lo battezza con un rapporto orale e pure mentale, a detta di tutti difficile da pari grado). Girando la pellicola nel nastro, egli nota, fra una pista e l'altra, che la fama non vien per nuocere, ma per volare ad Hollywood a girare due o tre spottini per la PEPSI MULINO BIANCO. Qui, assecondato dalla conosorte Canalis, si tramuta in emulo di Petri ed Antonioni, sguainando l'incipit: "Io son quello dell'ultimo bacio. Con me l'Italia è cambiata, porcavacca. Respect". Del fratellino suo, beh, che dire mai. Artista tout court, concepito durante un coca party a Procida, si rispecchia e riflette ormai solo dietro l'ego che lo precede. Abile nel romanzare e recitare, trasmuta la zeppola innata (complicanze della gestazione materna sotto oppiacei) in riso e fascino. Se abitasse a Busto Arsizio, oggi che va di moda, sarebbe vittima quotidiana di bullismo adolescenziale, ma lui è di Roma e, sopratutto, è fratello di suo fratello, mica mio. Verdone, pover uomo, lo ha scelto come delfino dela casa di Borbone, concedendogli il diritto di mastro della risata all'italiana. Titolo dovuto vista la sua abilità (tout court ripeto) in capolavori del calibro di: Che ne sarà di Noi (Veronesi sparati) e, battesimo di fuoco, Come te nessuno mai. Storia, se ben ricordo, di un panettiere al quale esplode il forno durante un'occupazione studentesca. Troia brucia, evviva Troia.
Attenti che c'è da essere cattivi. La madre poliedrica ha partorito bimbi poliedrici, abili. San fare tutto questi esseri. Cantano, ballano, recitano e san far di conto. Si stanno moltiplicando nel paese e lo stanno svegliando da decenni di torpore. Meritano di esser candidati a qualche premio dal fine filantropico. Aiutano a sensibilizzare i nostri animi freddi e superficiali. Sono loro, i salvatori nostri, sono gli amici di Maria de Filippi. E ci aiutano a guardar con occhio dolce ed un pò meno critico la freccia nera e il bottino settimanale, le vicissitudini di Scamarcio (ma se ce l'hai gia nel nome il morbo?), le varie ex del Lapo Pippacoca e i fratelli dei maestri del cinema gnudo, alias Muccini e caroselli alle otto. Poi tutti a letto. Ma che può venire fuori da un regista con capacità tali da far arrossire e piangere una plafoniera? E i suddetti fratelli, cangianti di zeppe e dislessie innate corrette a suon di striscie bianche sui tavolini dei night club, ci devon dar esempio? Beh, si che lo debbon fare. Sono quelli della generazione del Saranno Famosi e presto ce ne avviseranno tramite raccomandata.
Oh, stasera tutti a guardare gli MTV EUROPE MUSIC AWARDS. Fa ridere, è pieno di fica, c'è bella musica e poi fa vedere i veri giovani che si divertono nel mondo dei giovani in culo a chi non è cool, almost trendy, a little bit meltin' pot. E guarderemo Tiziano Ferro che si fa deflorare da una vacca di Kampukea, ed ammireremo Puff Daddy, Diddy (quello lì) che brucia 700 dollari di azioni Enron. E poi ci sono gli assoli di ferro da stiro dei Finley. Si, ci vediamo tutti li, agli awards because we feel excited. Yes. Ah, avere vent'anni. Si Si. La critica sociale. Oh, e vediamo se un ragazzino di Castellamare di Stabia domani ci va a TRL con la limousine di Eminem mentre c'è come ospite Mondomarcio che mangia i cannoli siciliani. Oh yea, over the top. Sponsorized by: Nutella, Nivea, Marlboro in the Marlboro Country. E poi a pogare al nuovo cult movie di Paris Hilton. Puoi entrare nel backstage del prossimo event di Madonna (adotta anche tu un panda cieco). E vorrei proprio testare il mio link e sapere se io Date my Mom e divento incestuoso. Oh yea, stand up per chi more di fame, ma se me dici la metratura quadrata della villa di FabriFibra poi la scambio con la figurina di Renato Olive ai tempi del Bologna. I am so Lucky di esser fortunato ad avere MTV in my mind.
Nelle pieghe della mano dicono che siano scritti i destini di ognuno di noi: amore, famiglia, salute e soldi. Nelle pieghe della vita dicono che ci siano dosi di culo insubordinate al merito che spingono a destra e manca milioni di esseri umani. Li portano a scegliere esistenze, lavori, amicizie, contesti e contenitori del loro quotidiano. Di conseguenza in tutto questo gioco sublime che si chiama vita dovrebbero entrarci le pieghe della mano. Credo. così si dice. Ma non è vero un cazzo poi. Nel sublime cammino verso la tomba che si chiama vita nascono meraviglie, e altre al fianco ne muoiono. Una però sono anni che non ci abbandona, resta lì come amorevole chioccia a custodire i nostri cammini ed appunto li contiene. E si chiama TV. Non è doveroso e sentito un discorso su di lei, non almeno in portata etica, non ce ne sono i mezzi. Ma vedere nelle sue ulteriori pieghe, che tanto condizionano pure quelle della mano, un messaggio educativo mi vien difficile. L'orario mattutino non è amato dal pachiderma, che piano piano utilizza ore per rinfrescarsi e toelettarsi, ed io lo sono (un pachiderma) Ma nel meriggio e alla sera, cazzo, la società televisiva mi vomita addosso tutto il suo intrinseco paradosso marcio. Il morto imbellettato che corre nel piazzale, la vecchia scotennata col diritto di replica, il mutante dalle mutande sporche che reclamizza il bicarbonato non sono nel mio concetto "sani". Vorrei piangere perchè mi emoziono, e non perchè mi vergogno, e vorrei vergognarmi perchè sono un reietto, e non perchè lo è uno spazzino di Frosinone. Mi domando se l'alternativa c'è, e la tetta delle sedici dice no. Ma io la guardo e mi potrei anche masturbare mentre faccio merenda. I canali del Cav. mi hanno cresciuto col verbo della mano morta e io, che sono morto anche nel resto, devo loro un grande merito educativo. Però ora basta, non è tollerabile la mostra televisiva sulle Forze dell'Ordine con cadenza quotidiana, anche perchè di loro pochi si fidano riscontrando i reali protagonisti coi sagomoni truccati e gli orgasmi della Pandolfi. Nel venire a sapere di un Raoul Bova star del film TV su Nassiria, mi rincresce non averlo visto mangiato da Predator e neanche da Alien. E poi tutti questi caratteristi da 20 lire, pompinare dei sottosegretari agli esteri e beati settantenni in pensione che rinascono a nuovo monumento nazional popolare dopo aver sparato nell' ultimo episodio di "Guardie Giurate" mi percuote le palle e non le stimola a riprodurre. Una sera su 7, nel mio vagabondare oltre SKY, vorrei veder del bello, e lo vorrei ad orario mortale, non alle 3. Lo vorrei per il popolo, per renderlo felice e crescerlo, come facevano gli imperatori coi giochi gladiatori, e non solo per sedarlo, mangiarlo, e portarlo alla fine del tubo digerente correndo nel catodico. Amen.
A piedi pari nelle gambe dell'avversario. Rompendogli tibia e perone in un intervento a metà campo, privo di ogni logica calcistica, Cannavaro si è conquistato il rispetto del centrocampista della Lazio Mudingay e la fascia di capitano della nazionale.Scuse? 0 patollo. Quest'uomo non ha nulla da insegnarci, così come altre persone. Eppure i giornali e la televisione, i barristi di periferia, gli amici del paese e l'arrotino lo hanno elevato ad esempio da seguire. Chi? Ma parliamo di quel ragazzo che si infilava le siringhine nei bracci davanti ad una telecamera (la sua) prima di una finale di coppa UEFA? Lui? Quello che parlava col povero Facchetti (dipende dai punti di vista) e con Branca minacciando ricorsi pseudo camorristici se non lo mandavano via dall'Inter? Quello che va sotto la curva Fiesole a fare il gesto di Toni ai tifosi viola, dimostrando per giunta un ottimo senso civico ed elevata educazione? Poi diciamo che gli ultrà sono bestie. Ma vadano affanculo i criticoni, rosiconi, impotenti che non sono altro. Bello vedere un giocatore della Juve che a fine partita canzona, al Franchi, 20000 e più persone dopo avere vinto. Bravo si, degno del capitano. Akab a confronto era 'na suora de clausura. Tutto questo ha fatto 'sto signore negli ultimi 24 mesi ma lui però ha vinto, e con lui ha vinto la nazionale di calcio. Egli, il Canna, ha sollevato la coppa al cielo una sera di luglio facendo più felici milioni di italiani. Li ha fatti innamorare, e come alla fidanzata puttanella si perdona il corno amicale, così a Cannavaro si perdona la totale mancanza di signorilità. Eh, guascone, anche te avrai da morire. Magari lo farai al monumentale il loculo. Ma se ti becco all'inferno te li spacco io tibia e perone.
Ci sarebbe da farsi una domanda. Ma veramente tutti i giovani di 'sto posto sono cos' deficienti come dicono? Secondo me si. Si da il caso che l'educazione reprima l'istinto in molti casi,e forse quella che la nostra beneamanta generazione ha ricevuto è ottima, in quanto reprime il gran buon che ogni uomo ha...la coerenza di pensiero. Ora spacciarsi per esseri supremi, dotati di intelletto sopraffino e genialità rifrangente ai problemi sta nell'accezione di paraculo come cane sta ad animale, Vantandomi di una coerenza puerile e di un'innocenza vengo al punto. Ma cazzo, come si può isolare politicamente l'unica comunità con decente potenziale che circonda i burattinai dalla scrivania di rovere e la bestemmia mascherata? Come si può avvilire il miglior esempio di natura "viva" lasciando marcire i suoi stami? Bah, per mio modesto parere i Ggiovani (con 2 G sì) sono una manicata di deficenti. Non hanno la forza neanche di sputare nel piatto dove non mangiano. Magari in quello con la zuppa sopra! Magari! Il problema è serio, limpido e di facile risoluzione, ma molto pesante da armeggiare. 'Sti politici danno ai giovani come Epulone darebbe agli schiavi, 'sti politici si interessano al veniale, senza guardare in faccia i problemi...Non sanno che sulla generazione X (fanculo le riviste che portano una L dopo) ci potrebbero fare affidamento. I figli dei papaveri da oppio che oggi ci governano sarebbe bene andassero affanculo. Sono dei grandi stronzi. Sono dei vecchi che amano restare vecchi, arretrati, zappatori della loro fossa ad libidum. Sti maledetti ringraziano i nemici dello stato ed elogiano i mafiosi proscritti che si candidano a presidenze, divincolano le membra su campi minati e contraeree meglio del balletto russo, assottigliano PIL, CISL, UIL, OFF, ON, SMA. SERIALIZZANO!!! Tutti in sigla bisogna cantare...NOI. I giovani di 'sto cazzo, sarebbe ora che capissero che estrema destra, liberalmoderato, stalinista e contorsionista, non sono altro che parole, buie settorializzazioni di aborti fatti da una grande madre. La Politica del Baccello mi ha rotto i coglioni. Non si può essere di Rifondazione se non si rifonda, non si può essere della Casa delle Libertà se non si libera, non si può esser Socialisti senza il sociale, lo STATO SOCIALE. Ma che fine hanno fatto i significati? E i giovani che fanno? Briachi come stacce, abbuffati da stronzate, vagano come fiale di insulina in una trincea di guerra sventolando Comandanti, Duci e parafulmini metodici, lassivi del buon senso d'un fattore: la coerenza. Ci hanno educato a stare muti, schemi nel SUDOKU (fanculo). Gatti già pelati.
Io Dico che un giorno andrò, speriamo che vieni pure te. Dove non lo so, ma andrò.