Doveroso spazio di accettazione minoranze mentali. E maggioranze
Ora però basta. Pisciare fuori dal vaso sta diventando pratica comune. E purtroppo la presenza dei dizionari nelle aule dei licei non salva. Così Beppe Grillo che parla all'assemblea della Telecom di cose paurosamente serie fa uno "show", le Iene che fanno vedere due troie di 300 chili senza spiegare il perchè fanno le troie, ma eleggendole a paladine della giustizia morale fanno "satira", Bruno Vespa che parla delle sciantose degli anni 50 fa "approfondimento", Mentana che propina per la trentesima volta il pappone sull'11 settembre fa "indagine", Fede che boicotta le notizie fa "informazione", il tg 1 che parla dei lucchetti a ponte Milvio fa "servizio pubblico", la sorella dell'Onorevole Carlucci che fa battere il culo in terra a dieci deficienti con i pattini fa "spettacolo d'arte varia" (così ovvio la SIAE lo cataloga perchè "ballano"), Daniele Lucchetti, dopo aver venduto l'anima al diavolo del dio guadrino (come si chiama a casa mia) fa un film di "denuncia sociale"; Scamarcio protagonista che alcuni chiamano "attore", Silvestri si tramuta in un "cantautore", e le mie bestemmie diventano "omaggi floreali". Diceva il signor Apicella che le parole sono importanti. E pure stasera ho perso la sfida
Fra le esibizioni più attese di questa edizione, l'attore torna al Festival per la seconda volta con un brano inedito del compianto Rino Gaetano, prodotto da Claudia Mori, dal titolo "In Italia si sta male". La sua prima partecipazione risale al 1994 in coppia con Enzo Jannacci in "I soliti accordi" (con accenni alle vicende di Tangentopoli) che si piazza al sesto posto. "Quando ho sentito il pezzo di Rino mi sono emozionato molto - spiega Rossi - soprattutto perché era scritto da una persona che non c'è più. Ho subito detto 'proviamo'. Non ero sicuro di passare la selezione. Ora la mia unica preoccupazione è non cadere dalle scale"
C'era Volontè in quel film che tirava fuori le unghie davanti all'assemblea della squadra mobile e diceva: "Io sono il Potere, l'Autorità Costituita!". Mi par di sognare ma se scendo dalle scale trovo ovvio riproporla nel misero palcoscenico di oggi. La moquette del Senato ,si sa, viene lucidata e sterilizzata tutti i giorni per evitare che acari o microbi vari penetrino nelle cavità nasali dei "degni d'onore" di palazzo Madama. Semplicemente vorrei vedere il servizio di pulizia iniziare uno sciopero ad oltranza, lasciando che granelli di polvere si trasformino in mucchietti, e da li ancora in cumuli immondi capaci di prender vita propria. mi piacerebbe poi che al momento del picchetto d'onore, quando i due fanti dei granatieri salutano i Membri che entrano in seduta,questi alzino la lancia che tengono stretta al petto e la brandiscano contro il cranio di qualcuno a caso dei 300 e passa che ogni giorno prendono il caffè gratis al bar esclamando: "lei non sa chi sono io". Anche perchè alla fine io lo so chi sono loro, loro sono il Potere, l'Autorità Costituita.
(ANSA) - ROMA, 24 gen - Silvio Berlusconi attacca governo e maggioranza che, secondo il presidente di Forza Italia, 'non hanno neppure vinto le elezioni'.Per Berlusconi 'hanno imbrogliato'. E dice:' l'Italia 'tornera' a essere governata dal fronte liberale e da un uomo di sinistra come me', visto che 'l'unica politica sociale di sinistra l'abbiamo fatta noi'. Sulle pensioni- osserva - ognuno dice la sua. E attacca il ddl Gentiloni sulla riforma tv: E' 'un piano criminale verso il capo dell'opposizione'.
Che poi l'unica cosa bella che sia accaduta nella sua vita sia stata quella d'esser querelato, non vi son dubbi. Ma quest'uomo veramente m'opprime. E m'opprimeva già da prima. Per un motivo banalissimo, elementare: non fa ridere. Come si può avvicinare la sua arte, e t'imbrodo, alla concezione più elementare di satira? Manca la benzina, manca la sinapsi che fa muovere il muscolo. Vattene in pensione, vignettista satirico di questa minchia,, fallo per noi. Lasciaci soffrire con diversi giochi masochistici. A parte che per comprare "Panorama" o "Il Giornale" bisogna impegnarsi, ma tu togli la voglia anche di sfogliare le pagine dal parrucchiere. Come quando vai dall'edicolante e vedi il tuo amico, proprio lui, che ti compra Libero. Ti chiedi perchè lo fa. E capisci che non è stolto, lo fa per ridere. Eppure tu neanche quello, abbassi le vendite. Appendi la biro al chiodo, ormai l'ora è giunta.
Ruolo politico in Afghanistan? Tu? Ma lo sai quanti milioni di persone ci hanno lasciato la pelle per il tuo fottuto "ruolo politico" da quando il mondo è in essere, riformista di questa fava? Lurido porco mangiasperanze, abbassati e cospargi il capo di cenere. La vergogna ed il ribrezzo che provo nel sentire nominare la tua persona è pari solo alla smorfia del bevitore di vino quando ha scoperto che l'annata ha preso l'aceto. Perchè tu quello sei: aceto puro. Mietitore di diritti civili, paradosso politico, fascista col rossetto. Sputa pure sulla resistenza domani, magari capirai quanto a fondo, nella melma, hai infilato le tue dita. E sarai anche te cibo per bachi. Chiacchiera con l'amichetto, convincilo a giocare, Volpe. Lui gatto."LOTTA AL CRIMINE ORGANIZZATO"
-Recidere laddove sussiste il patto criminalità organizzata -
politica - impresa, perseguendo ogni forma di contiguità e
collusione con il sistema mafioso e adottando idonei strumenti
per spezzare l’accordo corruttivo tra privati e pubblici poteri
-Rafforzare ed incentivare la presenza dello Stato sul territorio,
sia sul lato delle forze dell’ordine che su quello
degli operatori di giustizia
-Affiancare all’intervento repressivo
un complesso adeguato di politiche sociali
Riordinare in un testo unico il complesso
della legislazione antimafia
-Valorizzare il sequestro e la successiva
confisca irrevocabile dei patrimoni mafiosi
-Promuovere la concreta applicazione della normativa
sull’uso sociale dei beni confiscati alle mafie, istituendo
un’Agenzia nazionale che garantisca la celere destinazione
e gestione dei beni
-Diffondere nelle scuole di ogni ordine e grado programmi
ed attività con cui rafforzare tra i giovani la cultura
della legalità costituzionale
testi e musica di Romano Prodi (?) e Silvio Berlusconi (?)
Caserta, Caserta, amara Caserta. La constatazione più piacevole è nel vedere come, da IL PROGRAMMA*, nulla delle sciape proposte sulla lotta alle Mafie sia cambiato. E questo dovrebbe far riflettere. Tanto. Far riflettere sul fatto che, ad oggi, non si vuole debellare un sistema di potere parastatale appurato. Il gioco dei favori uccide la parola, fracassa il cranio al momento in cui prova a pensare. Siamo governati da conniventi, da personaggi che dovrebbero stare sotto tutela del 41 bis, o di quel che ne rimane. Che bello vedere tanti morti offesi nella bara. Che bello vedere tanta gente seria che mulina le mani contro il vento. Che bello vedere che nulla cambierà. Mai.
*quando riuscirò a linkare ci si andrà al volo, per ora il post in questione, per chi lo volesse leggere ed intitolato appunto "IL PROGRAMMA", è sotto la sezione pizza mandolino mafia
L'opinione comune putroppo si tramuta ogni giorno di più in indigesto boccone da sputare nel pavimento. E questo bolo salivoso, amaro ovvio, viene sempre attaccato da germi abnormi e dalle fattezze antropomorfe. Gli animalacci immondi in questione prendono anche nomi scientifici, legati alla lingua dei latini che li rende universalmente riconosciuti come "Politici". Dall'illetterato assessore alla sciatica, sino al sottosegretario alla difesa, mi rinfaccia sempre più vedere e scoprire che i cardini della civiltà si annacquano quotidianamente, diventano pastoni da pesce popolare che abbocca quasi sempre. Da domani cambieremo aria, e pur di non star male 365 volte di fila, qualcosina faremo di certo. Primo, abolirò l'uso dell'etichetta, e cercherò bene o male di non perseverare in questa passatisitica pratica del cazzo, che mi rende casta e subalterno del " buongiorno presidente" di turno. Nella maniera più signorile e cortese che potrò ,legherò alla semplice terza persona molto del mio pubblico relazionare. Lo dico giusto per rimanere nell'ovvio, ma doveroso richiamo alla bellezza della lingua italiana, della serie: "ma lei chi è, scusi?". In seconda cercherò, di evitare il sorrisino ciellino, reale arma di distruzione di massa e cardine dei precedenti 60 anni di Repubblica. Terzo, porterò con me diverse boccettine di purga, nel tentativo di emulare i veri fasti del Ventennio, ancora vivo in gran parte del popolo, con marachelle a chi ritengo antipatico ogni volta che frequenterò un pubblico ufficio. Si sottolinei il sostantivo marachelle poichè di questo si tratta. E alla fine, benchè con fare burlesco, goliardico e poco francescano, manderò diversa gente, alla quale lo avevo promesso, a cacare.

ironia sull'esistenza disagiata che, se cantata, avrebbe questo testo:
A NATALE PUOI
A Natale puoi
fare quello che non puoi fare mai:
riprendere a giocare,
riprendere a sognare,
riprendere quel tempo
che rincorrevi tanto.
È Natale e a Natale si può fare di più,
è Natale e a Natale si può amare di più,
è Natale e a Natale si può fare di più
per noi:
a Natale puoi.
A Natale puoi
dire ciò che non riesci a dire mai:
che bello è stare insieme,
che sembra di volare,
che voglia di gridare
quanto ti voglio bene.
È Natale e a Natale si può fare di più,
è Natale e a Natale si può amare di più,
è Natale e a Natale si può fare di più
per noi:
a Natale puoi.
È Natale e a Natale si può amare di più,
è Natale e a Natale si può fare di più
per noi:
a Natale puoi.
Luce blu,
c’è qualcosa dentro l’anima che brilla di più:
è la voglia che è l’amore,
che non c’è solo a Natale,
che ogni giorno crescerà,
se lo vuoi.
A Natale puoi.
È Natale e a Natale si può fare di più,
è Natale e a Natale si può amare di più,
è Natale e a Natale si può fare di più,
è Natale e da Natale puoi fidarti di più.
A Natale puoi
puoi fidarti di più.
A Natale puoi.
A NATALE POTREI, VEDIAMO, SPEZZARE LE BRACCIA AL BAMBINO DELLA BAULI. E AL SIGNOR BAULI, OVVIO.
Lo Zingarelli lo definisce così. Artista: chi opera nel campo dell'arte, chi eccelle nel proprio lavoro, chi ha e manifesta sensibilità per i vari aspetti della realtà, in una misura considerata superiore alla media, atigiano, artiere.
Gli artisti entrano nelle nostre vite, le plasmano, truccano i comandi d'avvio e le sinapsi in maniera univoca verso contesti non quotidiani, non mortiferi. Gli artisti stanno sui libri di storia, e se non ci stanno sanno già che il vincolo del tempo gli donerà un capitolo. Gli artisti contemplano la pioggia mentre io apro l'ombrello. Gli artisti sanno tutto di tutti e niente di nessuno. Gli artisti sono arte, nell'accezione meno legata al dizionario che ci sia, perchè diventano loro malgrado indefinibili, neologismi anagrafici. Hanno solo le muse come vincolo, e di questo si spaventano pure, gli artisti.
Tu Mora, te ne devi andare affanculo. Qualsiasi possa essere il tuo destino, se dietro una gabbia di platino firmata Cavalli, o sempre starnazzante nel pollaio con la bocca piena di sperma dei tuoi sottoposti, tu non devi più dire quella parola. Perchè tu non la meriti. Assassino dei logos, uccisore d'ignoranti. Erode.
"No, prendo le ferie a novembre, mi sa che vado in Nicaragua Là ci sono 30 gradi all'ombra pure a Natale." "Vedessi quanta gente scappava durante lo Tzunami. Oh, da non credere. C'era pure Pippo Inzaghi che stava nella barca con me, l'ho salutato e lui m'ha mandato affanculo. Ti credo, c'era l'onda anomala." "Comunque mi sa che ci ritorno in quei posti meravigliosi, e poi, ora che ci va meno gente per colpa di quest'alluvione, è pure più economico." "Bevi questo vino sudafricano, che è buonissimo. Syrah si chiama, lo fanno vicino a Città del Capo." "Ah, si starà pure bene in Giamaica, ma come si mangia male. Gli spaghetti del ristorante sempre scotti, ci mettono sopra una salsa che sembra ketchup, 'na cosa schifosa veramente." "Si, e poi siamo stati alla fabbrica di Rhum. Ce ne erano cento tipi. Buonissimi. Sopratutto c'erano quelli aromatizzati che, oh, te davano 'na botta! Leggerini leggerini, ma dopo quattro o cinque bicchieri non capivi una sega." "Non sanno se ci possono mandare a Cuba con questa storia di Fidel Castro, ora che sta male la situazione dice che è strana, non si gestisce tanto bene. Forse ci mandano in Venezuela quelli dell'agenzia, ma non è la stessa cosa. " "E poi vedessi, a Sharm il villaggio aveva tutto. Te andavi al bar e bevevi, senza pagare una lira. Cucina internazionale. C'era tutto. Potevi esplodere da quanto mangiavi. Favoloso. Poi abbiamo fatto l'escursione con i quad nella sabbia una sera. Vacci se ti capita." "Mah, comunque una volta alle Mauritius c'era meno casino."
yes, yes, yes
Amiamo ascoltare musica, godiamo nel sentire il nostro padiglione auricolare e gli ossetti che stanno dentro stimolare il cervello con una melodia. Diventa essenziale per l' esistenza. E dunque ritengo giusto dedicare del tempo a chi mi sta salvando. Potere al mulo. Dio lo benedica. Santo subito. Altro che chiacchiere, ogni volta che lo vedo con quelle linee di percentuali che salgono, provo un senso di affrancamento nei confronti della sciampista di Piero Pelù. Dio, grazie d'aver portato menti geniali a creare 'sti capolavori dei peer to peer. Cerchi il White Album suonato dalle clarisse d'Assisi? Li ce lo trovi. Vuoi rivedere (vero DDR?) il caro CB contro tutti da Costanzo? Aspetti che le lineette salgano piano piano, e lui arriva. Goduria e serenità nello stesso istante. E poi all'italiano qualunque piace usufruire di un servizio in maniera gratuita, illegale magari. Gli da un senso di comunanza con i propri padri fondatori e soddisfazione personale. C'è invece un contraltare, logico, che sostiene quanto determinati valori siano ancora in auge. Il gusto di aprire la confezione di un cd, strappare via la pellicola, leggere il libretto (favoloso l'ultimo degli Strokes), annusare quell'acre odore chimico del supporto misto al compact. E poi vuoi mettere, avere qualcosa di tangibile tra le mani che ti rimane una vita (lembi)? Ma il gesto, le sue finalità e i suoi scopi, costano cari. Si viaggia su cifre che non appartengono al reale, avvicinandosi più al valore dell'oro al grammo o del tartufo d'Alba. "20 euri? Per il cd di Jessica Simpson? Ma ho sentito bene? Lo regalo a mia nipote, no non è per me. Si, la voglio traviare da piccola, voglio farle male. La odio. Lei non può. Ah, costano così anche dalle altre parti, bene. Ora indagherò. Lei si tenga Jessica che io riprendo i dindini. Arrivederci? Ma se ne vada affanculo." E poi ti domandi. Ma dove vanno tutti questi 20 fottuti euri? Chi se li intasca? Il cantante si giustifica sempre, dice che a lui spetta solo una percentuale minima (dieci? Quanto). la SIAE se la tira in culo difendendo la categoria e sostenendo il dato che, giocando al rincaro, loro sono sempre rimasti stabili (non è vero, andate a pagare le serate musicali e poi vedrete che i prezzi salgono minimo del 10% ogni anno). C'è chi da la colpa all'IVA, come se fino a ieri non ci fosse (vallo a chiedere ai danesi quanto costa l'iva). E poi vuoi paragonare un compact al pane? Gliela togliamo l'imposta aggiunta a Vasco Rossi? Ormai è più potente e famoso di Cristo, se la togliesse da solo l'iva invece di propinarci una compilation ogni tre settimane ( e per giunta con dentro le stesse canzoni). Fegato fegato. Le case discografiche nascondono il male? Beh, in gran parte si. Oltre a uccidere mia nipote con Jessica Simpson e Pau,pau,pau,pausini, oh yes, marciano sulle ceneri delle sette note fregandosene del portafoglio. Eppure in America un cd viene 10 dolla, in Inghilterra 9 sterle ( che è poco se pensi che una pinta a Londra costa 2 pound ,e comunque si trovano nuove usicite pure a 6 con le promozioni 3x2). E comunque anche all'estero la gente, e molta, si lamenta. Dunque, oltre la mera economia, cosa regge le sorti del supporto audio? Ligabue? Che, dall'alto della sua capacità di regista di film frantumacoglioni (perchè lui è artista a tuttotondo) e musicante ripetitivo inneggiante a campari e sode durante happyhours milanesi (è un complimento?), sotiene che il cd, si , è caro ma dura per sempre. O Ramazzotti con la sua anatra cieca infilata nella giugulare che deve pagarsi le collaborazioni eccellenti per il singolo fatto con la pianolina Bontempi? Forse Jovanotti (uno dei più cari) che ringrazia Bono Vox, Emergency e Caligola col suo cavallo in un delicato pacchetto porta cd da 4 etti (tutta carta plastificata) manco fosse una monografia sugli Scrovegni? Forse i miei 20 euri vanno alla borsa Louis Vuitton di Jessica Simpson? Ma, io dove vanno non lo so, ed ignoro anche il perchè. So solo che il mulo m'ha salvato, e io gli voglio tanto bbbene.
Se la mamma dei cretini è sempre incinta, quella dei fratelli Muccino, tale regina Didone, ha problemi seri di vincolo al motto. Dopo aver partorito i due esseri, dicono voci, sembra essersi nascosta in un rifugio del CAI in cima al Terminillo. Da allora mai più sue notizie. Il, grande, coso là, è un professionista assoluto della macchina da presa. E tutti, cari miei, lo dobbiamo ammettere. Forza e fama gli son dovute da bibitoni a base di Eroina, succo alla pesca e cadmio che la madre, ancora giovine e bella, ingurgitava nei giorni successivi al concepimento. Egli, il regista, si muove negli ambienti che contano con piglio sagace e misantropo (non vol dire un cazzo ma ci sta bene). Riverendo alle dame durante le feste, le convince del disagio sociale e se le porta a letto in un click (tempo necessario affinchè il paparazzo del "chiacchieradaparruchhieramagazine" lo immortali mentre la Canalis lo battezza con un rapporto orale e pure mentale, a detta di tutti difficile da pari grado). Girando la pellicola nel nastro, egli nota, fra una pista e l'altra, che la fama non vien per nuocere, ma per volare ad Hollywood a girare due o tre spottini per la PEPSI MULINO BIANCO. Qui, assecondato dalla conosorte Canalis, si tramuta in emulo di Petri ed Antonioni, sguainando l'incipit: "Io son quello dell'ultimo bacio. Con me l'Italia è cambiata, porcavacca. Respect". Del fratellino suo, beh, che dire mai. Artista tout court, concepito durante un coca party a Procida, si rispecchia e riflette ormai solo dietro l'ego che lo precede. Abile nel romanzare e recitare, trasmuta la zeppola innata (complicanze della gestazione materna sotto oppiacei) in riso e fascino. Se abitasse a Busto Arsizio, oggi che va di moda, sarebbe vittima quotidiana di bullismo adolescenziale, ma lui è di Roma e, sopratutto, è fratello di suo fratello, mica mio. Verdone, pover uomo, lo ha scelto come delfino dela casa di Borbone, concedendogli il diritto di mastro della risata all'italiana. Titolo dovuto vista la sua abilità (tout court ripeto) in capolavori del calibro di: Che ne sarà di Noi (Veronesi sparati) e, battesimo di fuoco, Come te nessuno mai. Storia, se ben ricordo, di un panettiere al quale esplode il forno durante un'occupazione studentesca. Troia brucia, evviva Troia.
Nella fobia della destra nei confronti del potere della magistratura si nasconde forse polvere sotto il tappeto? Fanculo Licio Gelli. Qua parliamo di oggi. Delegittimare il potere costituzionale della giustizia produce risultati? Teoricamente si. In un contesto statale lobbystico ed oligarchico regimenta il controllo che un manipolo di "valorosi" avrebbe nei confronti della massa. Poi dici: "Non è possibile!" Ma ritorna Taormina alle undici sul cinque, sostenendo di non vincolare la propria opinione a quella dei magistrati. (esempio certo poco edificante ma sintomatico della facilità ad affrontare tale argomento) Perchè , sostiene l'amico del giaguaro, l'opinione sulla Franzoni non deve essere vincolata da un primo giudizio di colpevolezza. Deve forse trasparire da tutto questo un alito divino? Ha il diritto di sostenere che la propria morale prevalichi il concetto di legge? Non capisco! Le varie leggi ad hoc inserite nei gangli statali durante gli ultimi cinque anni, che siano forse barriere abbattute? Continuo a non capire. Nel ragionamento demagogico del povero che paga il peccato del ricco, subentra un fatto compiuto? O spacciare droga nei marciapiedi marci bilancia l'associazione di stampo mafioso? Relativamente ovvio che no. E i peccati della sinistra nell'assecondare il meccanismo iniziato nel 94, in piena lotta Stato- Mafia, di delegittimare il potere della, per costituzione, indipendente magistratura? Ripiegare nel vincolo parlamentare per tappare falle di moralità evidente, creando luoghi comuni ampi e non risanabili non rende onore agli anni della sinistra. La condanna parimenti alla destra. E in quel centro pieno di mafiosi, dove risiede il baco legale per antonomasia, cosa dovrebbero quei pochi elettori cercare? Riparo dal vento? Proteggere lo stato di diritto in determinate situazioni comporta logiche e potenti deflagrazioni civili, nelle menti aperte. Nessuno di chi siede nella mangiatoia è esente da colpe, nè Violante cattura brigatisti in pensione nè Cirami salva topi da fogna. Sono tutti equamente responsabili del vomito che si meritano addosso.
Questa è per pochi. Ma a che cazzo serve quel cesso al Campo alla Badia? Domanda due: Quanto cazzo è costato? Che pensano, d'ammortizzare le spese con la mia merda? Speranzosi. Ma vado a farla a casa! Mi fa girare i coglioni quel cesso...Oddio, odio quel gabinetto prefabbricato più delle frittelle di San Giuseppe. E di quello vecchio chiuso da 10 anni che se ne fa? La nuova sede del partito? Che nervi. I cessi a pagamento. Paga e caca. Caca e paga. Il riflusso intestinale fatto arredo urbano. Ma che cazzo. Oddio. M'è rivenuto in mente al momento di tirare giù le brache. Ora ogni volta che cacherò ce l'avro in mente. Neanche nel vespasiano sarò sereno. Boia d'un escremento. Ora cesso, nel senso che smetto.
Non più satira nei confronti del papa. Lo dice il segretario personale del pntefice Genswein. Lui, con quel cognome da amaro alpino, ritiene che le battute contro il VICARIO DI CRISTO non abbiano livello intellettuale e offendano gli uomini di chiesa. La domanda che faccio io a Genswein ,detto anche padre Georg, è: "Sa mica dirmi dove nasce il livello intellettuale?" C'è una soglia minima per giudicarlo, ed un massimale per ritenerlo sublime? Lei legge i giornali, guarda la tv? Si rende conto che la parola livello sottintende un paragone? Se avesse detto, la satira di personaggi quali Fiorello e Crozza (esempi citati) non è al livello di quella del Bagaglino, potevo entrare nel contesto e stapparmici pure una birra dietro. Ma quale limite si pone il nostro bravo Georg? Non gli basta il riso quotidiano? Cristo non rideva mai? Era il Messia dagli occhi di ghiaccio. Undicesimo comandamento: non ridere. Se ne andasse affanculo padre Georg Genswein. La cosa comica poi, quella si, è che sia Fiorello che Crozza hanno uno stile comico (e non satirico) nazional popolare. Senza impennate, motti di spirito criticabili. Certe volte hanno il sapore d'una gassosa svapata tanto sono "politically correct". Fanno venire quasi sonno. In una tv dove già non si può fare una sega, serviva solo il segretario del PAPA a ricordarci che le seghe fanno male, ma pensarci anche di più. Il consiglio che darei al nostro caro amico è quello di trombare ogni tanto, rinfrancare il corpo e sentirsi torbido di spirito, nell'ammirevole stato di perfezione che vive nel suo quotidiano potrebbe sentirsi "troppo bene", superare il livello da lui citato. E gli consiglio inoltre di girare la testa a destra e manca, origliare alle porte degli spogliatoi delle suore, magari buttare l'occhio nel buco della serratura. Vedere il pelo per mortificare la sua eccelsa virtù.. Già l'Avvenire aveva sforato (ma che volete d'altronde da un quotidiano con un "nomen" così speranzoso), ma te proprio, Gerogettino, hai abbassato il livello intellettuale di diverse once. Ne parlavo oggi con un amico, Mazzini si rivolterebbe nella tomba a sentirti (ma tanto nessuno lo studia, chi se ne frega) e Cavour neanche si sognerebbe di dire che ci deve esser libera Chiesa in libero Stato. Questi signori c'è chi li chiama PADRI DELLA PATRIA a ragione o a torto, ma gli da un titulus. Tu non ti puoi permettere di offendere, diceva il poeta, certe persone; anche perchè dove vai se il titulus non ce l'hai? Beh, tra le righe mi fai irritare. Fai il tuo mestiere, Georg, e devolvi l'otto per mille agli spazzini di Eurodisney.
Pro VOCO. E che devo andare a invocare la pace da Andreotti io? Devo discuterne col Cav? Io? No no. Loro non capiscono. Con la bandierina ci si puliscono il culo. Nel fottere lo stato di diritto serve Diritto, serve Giustizia. L'abusare dell'ipocrita parola non nasconde la lacuna dell'ignoranza. Mi faccio partecipe del disagio dell'analfabeta, dato che a rime contratte lo sono. Ma non vedo realtà di sviluppo pacifico nel lasciare camminare rilassati assassini di stato e ladri di galline. Vien da piangere. E quella del davanzale sopra Corso Garibaldi se ne sarà accorta con il suo drappo arcobaleno sul terrazzo? Mi sa che dorme. La potrei svegliare a sassate sulla finestra. Ma non c'è voglia. Forse so 'na merda. Però se si movesse pure lei, la locomotiva allora si, parrebbe cosa viva ( ah, povera locomotiva). Tremendo rispetto e circospetta stima per l'avventore della mensa caritas, ma se anche lui sputasse in due o tre occhi tutto il sistema ne guadagnerebbe. Sistema di cosa poi? Saremmo, come sopra, STATO DI DIRITTO, ma qua, nel mondo del tennis, va tutto al rovescio. E se rivedere ridere chi dovrebbe piangere ci consola, beh allora forse siamo un pò tutti deficenti. La nostra lobotomia non esiste, siamo vecchi a vent'anni. Siamo lassativi per cavalli. Siamo grossi ma il risultato è sempre lo stesso. Lo spurgo. Prendi domani la bandierina della pace allora e fai un giochino. Imbustala con un euro e spediscila a PALAZZO CHIGI, all'attenzione del primo ministro di turno. Inserisci una letterina nella busta, con su scritto: CORDIALI VAFFANCULO. Domani lo faccio anche io. Zitti zitti piano piano.
Attenzione attenzione. Claudio Lippi si è dimesso come autore (e conduttore) di BuonaDomenica perchè reputa tale programma troppo volgare. Il paragone che mi viene alla mente è quello di Giovanni Brusca, alias premitore di telecomando a distanza che ha fatto esplodere la bomba di Capaci, che diventa pentito. Lo sdegno non è nel vedere il suo, adesso va di moda dirlo ed io son modaiolo, outing. Lo sdegno sta nel saper che tale programma esiste ancora. Che la figura di MC, ex direttore dell' OCCHIO NERO (il giornale della loggia P2) è così potente che niuno contrasta la continuazione di uno scempio mentale come quello che, settimanlmente, va in onda sul 5. L' MC in questione sembra essersi allontanato dal giocattolo del volgare ,dopo averlo foraggiato e fatto crescere come mamma cardellino fa con i suoi cuccioli. Ha costruito tale mostro semovente, contenitore di tutti i nostri mali, difetti e abomini, ed ora si è dato all'inchiesta, per giunta orrenda, su carceri e campi di prigionia. Ma l'MC si dovrebbe render conto ,nel suo amor per la demagogia e l'orrido, d'aver ampliamente superato il limite, d'aver sedato e ucciso migliaia di casalinghe oneste (che poi magari ad aprile han votato Cavaliere). Andrebbe accusato d'omicidio. Egli, il bastardello.
La classe politica dominante, i figli di troia, ha deciso di riunire le forze per affermare una volta su tutte come sia bello star seduti in parlamento. Il tutelare lo stato non basta, e nell'equazione immediata PARLAMENTO : STATO = IO : TE si rendon conto che pigliarci per il culo diventa gioco assai piacevole. Il loro demagogico interessarsi a un padellata di merda chiamata popolo riscuote successo in campo europeo. L'esempio forse verrà presto seguito dai colleghi spagnoli, portoghesi, francesi e tedeschi. Perchè non usare il diritto concessoci? Questa è la domanda che si fanno i colleghi d'oltralpe visto l'amore e l'abnegazione che i deputati ed i senatori italiani metton nel loro quotidiano lavoro. Esser paragonati a larve epidermiche si addice alla nostra figura, così tuona un rappresentante di Montecitorio mentre gli fa eco un collega di palazzo Madama: "Siam ladri ed è giusto che rubiamo". Probabilmente nella prossima legislatura verrà posto l'obbligo minimo di proscrizione penale per potersi sedere negli scranni parlamentari, vista anche la grande richiesta di ex democristiani e socilalisti (attenti alla merenda!!!). Il popolo sedato ancora non muove paglia davanti al grande gioco dell'oca che li vede retrocedere ad ogni turno, ma la speranza che un ordine nuovo scenda non muore certo nel cuore dello speranzoso figlio della demagogia. E veder madri che piangono solleva l'onorevole dal dato d'onore, sferzandolo nel posteriore a mò di frusta da cavallo. Egli s'imbizzarrisce e, recitando da novello Volontè, s'accascia sulla madre vittima di mafia e la rincuora così: "Le regalo una mia mensilità signora, così la risacca non le farà franar il castello (o che bello quest'esempio) dei suoi sogni, perchè io, lo trovo scritto nella mia definizione, son ONOREVOLE, cazzo!". E la donna piangente allora sputerà ne volto da onorare pareggiando l'amaro compito del destino: disonorar chi se lo merita fuori dal vocabolario. Ah quanto stupido saresti ad esser schiavo di Roma se Roma non volesse schiavi.