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JE SUIS TIRATOR DI FRENI A MANO PER CONTO TERZI. ESEGETA DEL TORRONE. FELIX INTERPRETADOR DELLA BATTAGLIA D'ALGERI. MUTILATO DI GUERRA.

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lunedì, 14 maggio 2007

AS USUAL

Da una parte c'è "Il Sindaco" storico di Palermo; quello dei tempi caldi, quello dei morti sparati e della Mafia dai colpi di coda visibili; dall'altro c'è il sindaco in carica, quello della tregua armata e della Mafia del sottaciuto. Uno è un uomo con mille difetti, ma col pregio evidente di una forza morale atipica. L'altro è un uomo con mille pregi (?), tranne il difetto della sue amicizie sporche. Uno è brutto, grasso, forforoso, sdentato. L'altro è magro, alto, abbronzato. La Sicilia del capoluogo -quella dove la storia ha voluto la Martorana e un centro storico tra i più belli del mondo, quella che ha visto nascere e crescere i martiri come Notarbartolo, Grassi, Falcone ma pure i padrini come Luciano, Vizzini, Riina- ha scelto. Cammarata sindaco, Cammarata ancora. Autolesinismo? Potere della campagna elettorale? O forse solo un altro, curioso, caso di vittoria del centro destra in un territorio dove nemmeno un capello va a quelli dell'Ulivo e a quei pochi coglioni che ci stanno sotto? Ma! Rimettiamoci al potere del futuro, che poi tanto lontano non è. Aspettiamo di vedere dove passerà l'acqua quando a luglio chiuderanno ancora una volta i rubinetti e serreranno gli acquedotti, quando migliaia di abitanti delle periferie vedranno il colera per le strade, quando centinaia  di disoccupati dovranno costruire casa davanti ad un municipio disabitato, quando uno con l'appendicite morirà lungo via Roma. Mentre Messina Denaro, latitante come tutti, gioca a scacchi con quei sette o otto poliziotti onesti, la Sicilia disegnata dai film americani e dalle fiction italiote fa un passo verso l' ostentazione, alla maniera della statua del santo in piazza, della sua acclarata  veste cinematografica. E i siciliani per bene, poveri sognatori, si ritrovano nelle mani le solite quattro mosche. Citerei una bella canzone, se solo mi venisse in mente. Non mi si consigli, ovviamente, quel baciamorti di Moro.
postato da: beneselve alle ore 18:33 | link | commenti (6)
categorie: pizza mandolino mafia
sabato, 13 gennaio 2007

ROMANO GOES TO SANREMO

"LOTTA AL CRIMINE ORGANIZZATO"

-Recidere laddove sussiste il patto criminalità organizzata -

politica - impresa, perseguendo ogni forma di contiguità e

collusione con il sistema mafioso e adottando idonei strumenti

per spezzare l’accordo corruttivo tra privati e pubblici poteri

-Rafforzare ed incentivare la presenza dello Stato sul territorio,

sia sul lato delle forze dell’ordine che su quello

degli operatori di giustizia

-Affiancare all’intervento repressivo

un complesso adeguato di politiche sociali

Riordinare in un testo unico il complesso

della legislazione antimafia

-Valorizzare il sequestro e la successiva

confisca irrevocabile dei patrimoni mafiosi

-Promuovere la concreta applicazione della normativa

sull’uso sociale dei beni confiscati alle mafie, istituendo

un’Agenzia nazionale che garantisca la celere destinazione

e gestione dei beni

 -Diffondere nelle scuole di ogni ordine e grado programmi

ed attività con cui rafforzare tra i giovani la cultura

della legalità costituzionale

testi e musica di Romano Prodi (?) e Silvio Berlusconi (?)

Caserta, Caserta, amara Caserta. La constatazione più piacevole è nel vedere come, da IL PROGRAMMA*, nulla delle sciape proposte sulla lotta alle Mafie sia cambiato. E questo dovrebbe far riflettere. Tanto. Far riflettere sul fatto che, ad oggi, non si vuole debellare un sistema di potere parastatale appurato. Il gioco dei favori uccide la parola, fracassa il cranio al momento in cui prova a pensare. Siamo governati da conniventi, da personaggi che dovrebbero stare sotto tutela del 41 bis, o di quel che ne rimane. Che bello vedere tanti morti offesi nella bara. Che bello vedere tanta gente seria che mulina le mani contro il vento. Che bello vedere che nulla cambierà. Mai.

*quando riuscirò a linkare ci si andrà al volo, per ora il post in questione, per chi lo volesse leggere ed intitolato appunto "IL PROGRAMMA", è sotto la sezione pizza mandolino mafia

postato da: beneselve alle ore 17:48 | link | commenti (8)
categorie: nervi, pizza mandolino mafia
venerdì, 01 dicembre 2006

IL PROGRAMMA

portella della ginestraLeggo oggi, per rilassarmi dopo pranzo, il PROGRAMMA DELL'UNIONE. E lo faccio pure volentieri (in cambio c'era Uomini e Donne con mia nonna). Mi soffermo sopratutto su una paginetta, perchè una basta, dal titolo: "Lotta al crimine organizzato". Il paragrafo, come ogni programma che si rispetti, parte in pompa magna: 

E' una nostra priorità assoluta combattere la criminalità organizzata, che mina le basi della nostra Repubblica e ostacola lo sviluppo di larghe porzioni di territorio. A tale proposito la nostra azione di governo si propone anzitutto di:

Va bene, bravi. Ma quando iniziamo a mettere nero su bianco? Qua le basi della Repubblica sono state minate e sono pure saltate  in aria se è per questo. Esemplificativa la candidatura dell' Onorevole Andreotti a presiedere il Senato della Repubblica (carica che comporta anche, così per dire, la vicepresidenza della Repubblica stessa). Non discuto tanto sulla candidatura, quanto sugli applausi ed i sinceri complimenti (cavalleria si, ma rusticana) della maggioranza al sopracitato Onorevole dopo aver perso, sul filo di lana, la corsa per l'ambito seggio. Per quello che riguarda poi le larghe porzioni di territorio, mi rimetto al potere della geografia. Escludendo Sicilia, Calabria, Campania e Puglia, ritroviamo, ma sono un retorico del cazzo, le "care" larghe porzioni pure a Roma, in due storici palazzi del centro. Non rasenterò il ridicolo sostenendo che la malavita organizzata assale il territorio nella sua totalità (Bressanone inclusa) come un cancro in metastasi. Amo quella parolina che sta quasi alla fine, "anzitutto". Della serie, prima che la casa crolli, rifacciamo il tetto. O forse sono troppo fantasioso.

E poi, con amore, vengono snocciolati i punti programmatici. In tutto otto:

1- Recidere il patto scellerato criminalità organizzata-politica-impresa, perseguendo senza esitazioni contiguità con il sistema mafioso.

Premettendo che gradirei anche sapere i sistemi per recidere, mi sovviene un esempio da due lire. Costituire commissioni di controllo e vietare subappalti in sede di lavori pubblici. Risulta facile quasi quanto è divertente fare il passo di Lagonegro d'inverno. Ah, godo al pensiero. Secondo esempio (tornando a sopra) non permettere che certe persone possano concorrere per il titolo di Presidente del Senato, quindi Onorevole della Repubblica Italiana. Il popolo, ahimè, mangia sempre l'avanzo del padrone, e dopo si abitua male, come il mio cane  o il mio gatto.

2- Prevedere idonei strumenti per spezzare l'accordo corruttivo tra privati e pubblici poteri.

Andiamolo a dire a Lunardi o a Berlusconi. Sarebbero giudicati colpevoli, non di concorso, ma di associazione a delinquere con stampo governativo.

3- Rafforzare ed incentivare la presenza dello Stato sul territorio, sia sul lato delle forze dell'ordine che su quello degli operatori di giustizia.

Ah, lo stato di polizia. Summa di tutte le società moderne. Riguardo agli operatori di giustizia poi, sarebbe giusto stendere un velo pietoso. Ieri ho visto un sostituto procuratore che chiedeva l'elemosina. 

4- Riordinare in un testo unico il complesso della legislazione antimafia.

Certo, basta che non si facciano, come Fassino ben ricorda,  leggi atte a distruggerlo alla base. Ancora questa del "limite temporale" ai pentiti non si digerisce. Ed è vecchia. Vecchia e indigesta. Oppure mettiamo sul piatto la sepazione delle carriere dai, che si fa un piacerino all'opposizione. D'altronde, se non ci si da una mano tra amici. Oppure basta guardare chi siede (oggi) in Commissione Antimafia, ed il gioco è fatto.

5- Affiancare all'intervento repressivo un sistema adeguato di politiche sociali.

Vedi Napoli e poi muori. Bassolino, due parole: vattene affanculo. L'altro giorno con Napolitano sembrava Jago,sempre appiccicato alla spalla. Ridacchiava. Ma che cazzo avrai da ridere? Dimettiti, e salva così la tua terra una volta per tutte. Incapace.

6- Valorizzare il sequestro e la successiva confisca irrevocabile del patrimonio dei mafiosi.

Già non funziona fuori dal contesto mafioso, figuriamoci dentro. E poi la prossima volta semmai diamo un'occhiata alla casa di Totò Riina invece di farci inculare tutta la roba da sotto al naso.

7- Promuovere la concreta applicazione della normativa sull'uso sociale dei beni confiscati alle mafie, istituendo un'Agenzia nazionale che garnatisca la celere destinazione e gestione dei beni.

Questa l'abbiamo iniziata, eh? Speriamo non sia uno specchietto per le allodole. E poi presentare il progetto da Bruno Vespa. No. Dai. Contegno.

8- Diffondere nelle scuole di ogni ordine e grado programmi ed attvità con cui rafforzare tra i giovani la cultura della legalità costituzionale.

Per iniziare togliamo la merda dal Parlamento e cambiamo Ministro di Grazia e Giustizia

Questo è quanto sulla lotta al crimine organizzato. Non sillaba di più, non sillaba di meno

 

 

 

postato da: beneselve alle ore 00:42 | link | commenti (8)
categorie: politico e serafico, pizza mandolino mafia
domenica, 26 novembre 2006

OGGI OFFRO IO, DAI...

coin 2Ci sono uomini che portano dentro di se memorie "pesanti". Uno di questi era Calvi, un altro Sindona. tutti e due sono morti "pesanti". Calvi penzolando da un ponte (dei frati neri, lugubre) a Londra, l'altro sorseggiando un buon caffè corretto cianuro dietro al gabbio. Tutti e due erano iscritti ad un' "associazione" chiamata LOGGIA P2. Tutti e due lavoravano con i soldi, parecchi. Tutti e due, Sindona sopratutto, facevano diversi viaggetti di relax in Sicilia. Tutti e due erano vicini, legati, ad uno schieramento politico: Democrazia Cristiana, e ad un uomo: Giulio Andreotti. Proprio lui disse: " Sindona è il salvatore della lira", e disse anche, 20 anni dopo: "sono innocente!". Tutti e due smistavano diversi soldini, abbondanti matasse di potere, nelle mani di un signore chiamato Marcinkus, direttore della IOR (Istituto opere di religione). Tutti e due erano dei credenti. Si dice che diversi soldini che i due portavano alla IOR poi facessero strade tortuose verso lidi lontani.  Molti volavano in Sudamerica, verso le case dei "presidenti" golpisti, altri volavano in Polonia, verso Solidarnosc. E guarda un pò, il buon vecchio papa morto era pappa e ciccia con il caro  Walesa e il suo sindacato cattolico dei lavoratori. Poi scopri che Andreotti è stato presidente del consiglio della Repubblica Italiana, che Wojtyla lo si vuol far santo, che "bisogna convivere con la Mafia", che Berlusconi (guarda te il caso) è stato membro della loggia P2, che è stato  presidente del Consiglio pure lui. Oh, è solo una  chiacchiera da bar, si fa per ridere noi. Versami un altro prosecchino, vai.

martedì, 21 novembre 2006

PASSATI E REMOTI

silviomarcellino mafia e vinoDal decreto di archiviazione del gip Giuseppe Soresina del 14 novrembre 1998 nei confronti dell' indagine sui mandanti esterni degli attenatti di Mafia ( nello specifico si tratta dei tre attentati di Roma, Milano,Firenze del 1993, di quello sventato all'Olimpico sempre nel 1993 e di quello sventato nei confronti del collaboratore di Giustizia Totuccio Contorno, a Formello, del 1994). 

Il fatto appare omogeneo ad una utilizzazione politica esterna rispetto a Cosa Nostra, coincidente con la nascita di una nuova formazione politica (...E Forza Italia che siamo tantissimi...), con la ricerca di nuovi referenti politici da parte di Cosa Nostra, con l'obbiettiva convergenza degli interessi politici di Cosa Nostra rispetto ad qualificanti linee programmatiche  della nuova formazione (art. 41bis O.P., legislazione dei collaboratori di giustizia, recupero del garantismo processuale, asseritamente trascurato dalla legislazione dei primi anni 90) (...) Si sono acquisiti risultati significativi in ordine all'avere Cosa Nostra agito in seguito ad input esterni, a conferma di quanto già valutato sul piano strettamente logico; all'avere i soggetti di cui si tratta (Berlusconi e Dell'Utri) intrattenuto rapporti non meramente episodici con soggetti criminali cui è referibile il programma stragista relaizzato; all'essere tali rapporti col fine perseguito dal progetto (...) Va rilevato come l'ipotesi iniziale (sai, furono accusati di concorso in strage i due piccioncini) abbia mantenuto e semmai incrementato la sua plausibilità (...). Ma gli elementi raccolti non sono idonei a sostenere l'accusa in giudizio e solo l'emergere di nuovi elementi potrà attribuire concretezza alle ipotesi.

Questo invece è il decreto di archiviazione del gip Giovanbattista Tona del 13 maggio 2002 nei confronti dell'indagine sulle stragi di Capaci e Via d'Amelio del 1992.  L'inchiesta fu archiaviata anche se sette collaboratori di giustizia (pentiti, suvvia) diedero esattamente le stesse deposizioni sui fatti sopracitati.

Gli atti del fascicolo hanno ampliamente dimostrato la sussistenza di varie possibilità di contatto tra uomini appartenenti a Cosa Nostra ed esponenti di gruppi societari controllati un vario modo dagli odierni indagati (sono sempre i due caballeros di cui si legge sopra). Ciò di per sè legittima l'ipotesi che, in considerazione del prestigio di Berlusconi e Dell'Utri, essi possano essere stati individuati dagli uomini dell'organizzazione quali eventuali nuovi interlocutori (...). Ma la friabilità (???) del quadro indiziario impone l'archiviazione.

Il resto della storia lo sanno tutti. Fai una fischiatina, fiù, fai una fischiatina, fiù, e la COSCIENZA al fianco tuo sarà. Ah, la foto del bel Marcellino  è quella "ufficiale" del Senato della Repubblica. Quella di Silvio (ovvio) invece è della Camera dei Depuati.

postato da: beneselve alle ore 22:37 | link | commenti (5)
categorie: politico e serafico, pizza mandolino mafia
giovedì, 16 novembre 2006

LUOGHI COMUNI 2

caffèQuella storia ,scusate ma gli voglio troppo bene, dei volantini elettorali di Cuffaro in casa di Provenzano? Calata nel cesso (vedi sotto).  Le storie della buona notte che Aiello raccontava a Vasa Vasa? Calate nel cesso. Il fatto che un quarto dei tesserati UdC sia in Sicilia? Calato nel cesso. Messina Denaro e il cantiere della Coppa America di Trapani? Calato nel cesso. Il pizzo? Calato nel cesso. La cassa del mezzogiorno? Calata nel cesso. Anderotti prescritto? Calato nel cesso. Il fatto che si è candidato come presidente del senato (in minuscolo,ovvio)? Calato nel cesso. I martiri della Mafia? Calati nel cesso. I Martiri della Mafia scomodi ad Andreotti? Calati nel cesso. Dell'Utri, Silvio e gli scranni in parlamento? Calati nel cesso. Il cadavere di Mangano? Calato nel cesso. L'azione  del governo? Calata nel cesso. I Siciliani onesti ai quali fumano, e parecchio, le palle? Calati nel cesso pure loro. I 300, mica due con la condizionale, 300, anni di condanna per i picciotti di Bernardo Provanzano? Calati nel cesso??? Faranno mica la fine della merda tutte 'ste notizie?
postato da: beneselve alle ore 19:29 | link | commenti (2)
categorie: pizza mandolino mafia
lunedì, 30 ottobre 2006

LUOGHI COMUNI

mafia comicsLa Sicilia è una bella terra. Lo dice la storia. La Sicilia è una brutta terra. Lo dice sempre la storia. Molte volte il crogiolare il proprio intelletto nel ritenere che la Storia, quella con la maiuscola, sia fautrice delle conseguenze del mondo mi irrita, e mi irrita perchè il ragionamento diventa ipocrita. Ipocrita come lo è la mia persona, che da sola non sguazza nello stagno però. La Sicilia è una terra che ha vissuto un periodo di "nero" sociale spaventoso, ha visto morire dei suoi figli illustri e molti neanche li ha veduti, potendoli solo ricordare nelle messe di suffragio.  La Sicilia ha vissuto con COSA NOSTRA, che poi tanto sua non è, le ha dato il latte quando aveva fame, e le ha dato il sangue quando stava morendo. Già il termine sottintenderebbe un legame privato, quasi morboso con la sua storia recente, la più drammatica. La Sicilia ha pianto per i giusti, ma pure per i meno. La Sicilia ha vissuto nella contraddizione, se ne è rifocillata. Ora io chiedo, a chiunque si reputi un personaggio dotato di un minimo di intelletto, se tutto questo va scritto al passato. Conosco, non personalmente per fortuna, un signore che ha molto a che fare con questa terra. Questo signore si chiama Salvatore Cuffaro;questo signore è un "onorevole" della Repubblica, questo signore è  presidente della regione (tutto minuscolo), questo signore è un Mafioso (questo maiuscolo).
postato da: beneselve alle ore 00:24 | link | commenti (8)
categorie: politico e serafico, pizza mandolino mafia