Doveroso spazio di accettazione minoranze mentali. E maggioranze
Lo dico da quando ho un minimo di esperienza oggettiva: dare il potere in mano alle donne. Loro ci sanno fare, loro sono più distaccate dai compromessi patetici degli uomini. E poi non hanno ancora molti esempi illustri nel passato politico, quindi potrebbero benissimo adempiere al loro compito senza la cappa pesante dei "maestri" maschili. Il discorso andrebbe disseminato, ovviamente, di virgolette e punti interrogativi, slegando però la figura femminile dal senso d'appartenenza materno e tutte le altre fregnacce che si possono scrivere su questo conto. Una donna può dimostrare che finalmente siamo un popolo maturo nonostante la giovane anagrafe, che siamo al pari di esempi illuminati come Cile, Germani, Francia, Stati Uniti ed Inghilterra (più altri che noi italiani sfanculiamo). Guarda pure Zapatero, ma pensa che metà dei suoi ministri hanno le ovaie. Dimostriamo che tutti insieme possiamo girare il timone della nave, possiamo uscire dalle logiche passatistiche della barzelletta Italia. Gli esempi? Copiosi e ben disseminati, sia nel panorama del centro destra che del centro sinistra. In grave deficit invece, e me ne rammarico, i cosidetti "radicali" del governo, con Luxuria che però bilancia degnamente. Nella prossimità di palazzo Venezia invece troviamo la nipotina del Duce, fiera sostenitrice del revisionismo storico e di un monumento marmoreo al povero Benito in piazzale Loreto. Le carte da scegliere son dunque molte, sta solo a noi. Vediamo di dare una scossa a questo ovattato sistema maschilista ed omofobo dei vecchioni d'ingerenza con uno slogan: "potere alla topa". Io butto la la Carfagna, tanto per iniziare col do. E sia chiaro che non provoco.
Nascere "figli di ..." è sempre meglio che nascere "figli". Se poi si nasce figli di Craxi siamo ancora una spanna sopra. Sentirsi in diritto di sindacare sul bene o sul male davanti alla figura paterna risulta sempre difficile. Non pretendo che l'on. Stefania Craxi vada menando per il transatlantico di Montecitorio elevandosi a paladina della giustizia e del diritto, ma nemmeno vorrei vedere patetiche scene di revisionismo davanti alla figura di una ladro provetto (libro e moschetto). Nel nostro paese siamo abili a mangiare l'eroe, ma forse ancora meglio ci riesce perdonare l'antieroe. Che poi si manovri nelle trame di regime, come dice il capo dell'opposizione, non è del tutto falso. Non lo è perchè si giustifica l'affissione di targhe alla memoria dei rubanti quando magari i derubati vengono dileggiati. E se in un regime si compenetrano i re, creando triumvirati moderni ed elevando Craxi a Mane della nostra generazione si sottace un messaggio educativo. Ruba, ammazza, corrompi, pulisciti il culo col vangelo che domani sarai uno dei nostri. Non esiste speranza finchè oltre la cortina si discute su tali argomenti. Bonariamente intitolerei a questo punto le strade di Bucarest a Ceausescu, le stazioni di Berlino a Goering, le scuole di Bruxelles a Marc Dutroux. Tanto in fondo, fra le righe, cosa cambierebbe mai? Si chiama sempre e comunque educazione civica, la si fa partendo dal foro dell'ano, ma la si fa.
Ruolo politico in Afghanistan? Tu? Ma lo sai quanti milioni di persone ci hanno lasciato la pelle per il tuo fottuto "ruolo politico" da quando il mondo è in essere, riformista di questa fava? Lurido porco mangiasperanze, abbassati e cospargi il capo di cenere. La vergogna ed il ribrezzo che provo nel sentire nominare la tua persona è pari solo alla smorfia del bevitore di vino quando ha scoperto che l'annata ha preso l'aceto. Perchè tu quello sei: aceto puro. Mietitore di diritti civili, paradosso politico, fascista col rossetto. Sputa pure sulla resistenza domani, magari capirai quanto a fondo, nella melma, hai infilato le tue dita. E sarai anche te cibo per bachi. Chiacchiera con l'amichetto, convincilo a giocare, Volpe. Lui gatto.
Attenti alle parole, che come diceva Michele Apicella, sono "importanti". Stiamo tutti molto attenti. Tre giorni fa, intervenendo ad una sorta di "convention" chiamata "NEVEAZZURRA" a Roccaraso (non so se ci sia stata poi effettivamente molta neve, dato che neppure al Brennero ne ha fatto un chicco, ma so di certo che quella che c'era è stata colorata di celeste) il presidente di Forza Italia ha rilasciato tali dichiarazioni: " Ormai ostaggi di Parigi e Madrid, serviamo l'ambizione francese e gli USA sanno che su di noi non si puo più contare". Premesso che al sottoscritto non gliene frega nulla (di esser visto dall'America come un malfidato), ma certe dichiarazioni (FALSE) mi danno quel sapore, acre, della cimice schiacciata fra le labbra. Il Cavaliere, bontà sua, sappiamo tutti quanto abile sia nel giocare col pericardio dei suoi vicini e col basso livello di allerta civile del popolo italiano. Nel sentire tali frasi, uccellate da un telefono in Milano, invece rimango personalmente offeso, toccato sopratutto dalla bassa considerazione che lui ha nei confronti dell'ascoltatore e della sua intelligenza. Se ogni giorno, in maniera razionale e indiretta, le persone iniziassero a fare politica, uomini come lui nenache si sognerebbero di nascere, facendo si che l'ovulo della madre esploda nel ventre piuttosto. Ed invece il Guru ancora è convinto, bontà sua, che metà Italia, quella balanzoniana e ciuca, abbia la forza di votarlo. Con queste parole sibilline, egli ci racconta di uno Stato carente, lontano miglia dal suo "ideale" NEW ITALIAN CENTURY, nemico dell'America e vicino alle posizioni degli Hezbollah ( citato: "strizza l'occhio"). A parte che levarsi un pò dai coglioni gli Stati Uniti ogni tanto farebbe pure bene, ma dire che il Governo italiano cerchi di creare una lega euro-araba mi sembra sconveniente. Sconveniente perchè dimostra in primis di non conoscre la storia, il nostro caro B, e in seconda istanza di non capire un cazzo di politica estera, pur armeggiando col vocabolario italiano neanche fosse Fogazzaro incazzato. L'idea soggettiva non interessa in tali casi, interessa semmai l'attenzione al messaggio sottacito del gerarca di Arcore in esilio. Saranno le sue frasi simili a quelle che si dicono ai bar dopo due o tre campari, ma son parole "pe(n)santi". Non vorrei rivedere il popolo abbracciare le menzogne di un pinocchio qualunque per rompere di nuovo il cranio a chi non la pensa come gli uomini della libertà.
Più veloci di un ANSA, avevamo narrato della possibile operazione di Silvio Belusconi due settimane fa. E lo avevamo fatto in maniera augurale, natalizia oserei dire. Se da un lato, seguendo fonti certe, si era stabilito la tipologia di intervento; dall'altro un auspicio più che cristiano aveva seguito tale nuova. E mentre i Presidenti con la vocazione da curato augurano celeri riprese, noi continuiamo con motto fraterno: " campa pure, ma con copiose pinze e garze nei ventricoli". E portaci anche questa croce, dai. Tu almeno puoi. Mutati in emulo di Giovannipaolosecondo, intraprendi la via del dolore per redimere l'uomo. Come novello Nazareno morrai, e dopo tre giorni (72 ore) tornerai a nuova ed ancor miglior gloria. Il padre tuo così ti ricompenserà al momento (speriamo lontano) della fine e ti ospiterà al suo fianco, accanto a Mangano e Craxi, baciandoti la tremante mano tanto esposta al puro dolore. E l'uomo di poca fede, rincuorato nel vedere che anche tu sopravvivivi ad un intervento cardiaco di pacemaker, momento assai grave e greve per il mortale, come figlio prodigo si avvicinerà a Dio. Tu sei volato oltreoceano, dando esempio di fiero attaccamento e stima ai servizi sanitari nazionali, dimostrando indefessa abnegazione all'autarchico grido di vendetta lanciato dai primari del San Raffaele di Milano. D'altronde l'America, lo sai bene, è molto vicina alla mitica Eldorado della nostra gioventù e, o mio caro, cerchi sempre e quotidianamente la sublimazione del corpo sopra la mortale anima. Chi sono io, figlio reietto d'una generazione disillusa, per poterti citare? Tu dovresti rimanere in un domani lontano, adagiato su un cuscino di velluto, dentro una teca di vetro sempiterna, a monito di questa terra cara ai Cesari. E sul tuo sarcofago dovrà essere inciso, a lettere d'oro, tale motto:
L'ITALIA S' E' DESTA, EPPURE IO GLIELO HO INFILATO IN CULO
Emigrerò, un giorno. E con me emigreranno tanti scatoloni. Ognuno sarà pieno di scartoffie. E ogni scartoffia sarà un rimorso. Dopo anni li aprirò, e vedrò che sono vuoti. Saranno deperiti, imputriditi, morti. Io ancora avrò forza. Comprerò un biglietto di sola andata per Roma, andrò al Monumentale, percorrerò un viale lungo, fresco, pieno di cipressi. Spero non piova quel giorno. Andrò dal guardiano del camposanto, chiederò un'indicazione. Gli stringerò la mano, gli sorriderò con la faccia piena di rughe, e sospirerò. Continuerò a percorrere il viale alberato, mi soffermerò davanti ad una cappella gentilizia, aprirò i grandi battenti in ghisa. Entrerò, guarderò bene, rifletterò alcuni minuti, osserverò sotto gli occhiali con minuzia, nome per nome. Sorriderò di nuovo, mi calerò le braghe, urinerò sul pavimento in travertino, freddo travertino bianco. Mi tirerò su la patta dei pantaloni, mi girerò lentamente, guarderò il sole e me ne andrò. In quella cappella, sul frontone, ci sarà scritto Andreotti.
Alle 20 due differenti notizie aprivano i telegiornali nazionali: il TG5 con la notizia dei cori " BUFFONE BUFFONE" rivolti, durante il Motor Show di Bologna, al Presidente del Consiglio don Romano Prodi, ed il TG1 con quella della morte, a 91 anni, di Augusto Pinochet. A parte che il predecessore del signor Prodi ebbe l'arguzia di querelare un figuro che lo appello in cotal maniera (perdendo la causa), ritengo molto più degna di nota, come notizia principe, la morte dell'ex dittatore cileno. Ma questa è un'altra storia perchè la mia, ovvio, è una presa di posizione faziosa. E lo è perchè sovvengono tutti i canoni classici della faziosità, ovvero l'amore per una precisa bandiera con lo scopo della sovverzione. Se inverto gli addendi però il risultato, parimenti, non cambia. Il dottor Rossella, uomo di levatura morale eccelsa ed egregio sniffatore di cocaina, mi porta l'esempio con sette, ben sette, minuti di servizio sugli epitteti lanciati al, io lo chiamo così, P for P (Prete for President). E la cosa favolosa in questi sette minuti era la minuziosa analisi degli spostamenti del rubicondo Romano all'interno degli stand della sagra del pistone, analisi che è diventata certosina sopratutto quando è stato riferito di una sua deviazione obbligata verso i corridoi di servizio, causa insistente pressare dei contestatori. Oramai deduco fosse alle corde il Premier, tanto conveniva gettare la spugna e darsi in pasto agli oppositori del Regime (si perchè il 2 dicembre a Roma si manifestava contro il Regime, come citava il bel pannello alle spalle del podio quel giorno). Poi, subito dopo, le interviste di rito ai protagonisti dell'evento, i veri re per una notte del Motor Show, gli emuli di Meo Patacca: "Prodi se ne deve andare", "Troppe tasse", "Ci sta derubando" (ma i biglietti per andare al Motor Show no), e poi lui, il genio, che ha detto: " Non importa chi governa, qua ci prendon tutti in giro". Nell'interpretare le sue parole mi son a quel punto perso. Ma non ho perso il rispetto per mio padre che guarda questo telegiornale, e per quei milioni di Italiani che lo guardano con lui. Lo ho invece perso, e da tempo, nei confronti del dottor Rossella, della sua redazione, e del suo editore, semplicemente perchè ritengo che queste persone siano faziose parimenti a me, forse anche di più. E lo dico perchè io in mano tengo solo un sasso e una fionda, loro invece hanno una guarnigione alle spalle, e delle più munite.
Perchè non commentare ordunque la notizia del TG1 sulla morte di Pinochet? Perchè le cose belle sono indescrivibili, baby.
Mancavano solo le scuole di Samba, qualche sedere stirred not shaked, e una quindicina di gradi celsius in più. Per il resto a Roma c'era tutto. Repubblichini di Salò nostalgici che piangevan lagrime amare davanti al feticcio del Duce, figliocci ingrassati di Almirante che abbracciavano i killer del giustizialismo tanto lontano ma così vicino, casalinghe disperate e lobotomizzate dai palinsesti privati, secessionisti che nascondevano i fucili da caccia ben oleati pronti per la rivoluzione. Si son visti trentenni col Q.I. di una noce moscata cantare "Forza Italia"(quell'altra, col copyright), pensionati di Frascati brandire bandiere come fossero apofisi delle loro mani "pulite" ma inconsciamente lezze, bambini in passeggino spinti da padri seduti su passeggini spinti da nonni in ancor più sgarruppati passeggini spinti a loro volta dall'alito del popolo. Cartelloni che rasentavano il ridicolo, manifesti illetterati e sgrammaticati, dislessie dell'ultim'ora, anticomunismi sciovinati colla gratuità dello sfottò calcistico. Il pericolo rosso distruggerà l'Italia, non ci son più le mezze stagioni, la famiglia è uomo e donna uniti nel vincolo del matrimonio, i sondaggi ci danno in vantaggio. Fischi all'inno di Mameli e applausi all'inno di Mameli, canticchiate di tormentoni della Motown, sorrisi e lacrime di gioia. Si elogiava la manifestazione come esempio di democrazia, sperando fiduciosi che la parte provotante ,ma non provocatoria, dell'Italia che lavora sondaggiasse di più e capisse di meno le manovre della finanziaria. Noi non diciamo "dieci, cento mille Nassirya, noi non bruciamo l'effige dei nostri soldati, noi non..." Merchandising, slogan da 40 lire, parole fatte in frasi ancora più fatte, cotte e stracotte, esperti di marketing e pubblicitari d'oltremanica stupefatti di tanto ardore e fantasia italica nel vedere che mulinare concetti è come ruminar biada. Oltre il fiume in compenso nulla. Nei palazzi del potere a baloccarsi con cifre e pensioni, rimaneva solo il Presidente, quello effettivo, a ringraziare della fiducia. Sogghignando verso comunismi futuribili e regimi socialisti da fumetto, rabboniva il parlamento a suon di caramelle. Nel frattempo la mia squadra vinceva 1 a 0 fuori casa balzando in vetta alla classifica da sola.
Leggo oggi, per rilassarmi dopo pranzo, il PROGRAMMA DELL'UNIONE. E lo faccio pure volentieri (in cambio c'era Uomini e Donne con mia nonna). Mi soffermo sopratutto su una paginetta, perchè una basta, dal titolo: "Lotta al crimine organizzato". Il paragrafo, come ogni programma che si rispetti, parte in pompa magna:
E' una nostra priorità assoluta combattere la criminalità organizzata, che mina le basi della nostra Repubblica e ostacola lo sviluppo di larghe porzioni di territorio. A tale proposito la nostra azione di governo si propone anzitutto di:
Va bene, bravi. Ma quando iniziamo a mettere nero su bianco? Qua le basi della Repubblica sono state minate e sono pure saltate in aria se è per questo. Esemplificativa la candidatura dell' Onorevole Andreotti a presiedere il Senato della Repubblica (carica che comporta anche, così per dire, la vicepresidenza della Repubblica stessa). Non discuto tanto sulla candidatura, quanto sugli applausi ed i sinceri complimenti (cavalleria si, ma rusticana) della maggioranza al sopracitato Onorevole dopo aver perso, sul filo di lana, la corsa per l'ambito seggio. Per quello che riguarda poi le larghe porzioni di territorio, mi rimetto al potere della geografia. Escludendo Sicilia, Calabria, Campania e Puglia, ritroviamo, ma sono un retorico del cazzo, le "care" larghe porzioni pure a Roma, in due storici palazzi del centro. Non rasenterò il ridicolo sostenendo che la malavita organizzata assale il territorio nella sua totalità (Bressanone inclusa) come un cancro in metastasi. Amo quella parolina che sta quasi alla fine, "anzitutto". Della serie, prima che la casa crolli, rifacciamo il tetto. O forse sono troppo fantasioso.
E poi, con amore, vengono snocciolati i punti programmatici. In tutto otto:
1- Recidere il patto scellerato criminalità organizzata-politica-impresa, perseguendo senza esitazioni contiguità con il sistema mafioso.
Premettendo che gradirei anche sapere i sistemi per recidere, mi sovviene un esempio da due lire. Costituire commissioni di controllo e vietare subappalti in sede di lavori pubblici. Risulta facile quasi quanto è divertente fare il passo di Lagonegro d'inverno. Ah, godo al pensiero. Secondo esempio (tornando a sopra) non permettere che certe persone possano concorrere per il titolo di Presidente del Senato, quindi Onorevole della Repubblica Italiana. Il popolo, ahimè, mangia sempre l'avanzo del padrone, e dopo si abitua male, come il mio cane o il mio gatto.
2- Prevedere idonei strumenti per spezzare l'accordo corruttivo tra privati e pubblici poteri.
Andiamolo a dire a Lunardi o a Berlusconi. Sarebbero giudicati colpevoli, non di concorso, ma di associazione a delinquere con stampo governativo.
3- Rafforzare ed incentivare la presenza dello Stato sul territorio, sia sul lato delle forze dell'ordine che su quello degli operatori di giustizia.
Ah, lo stato di polizia. Summa di tutte le società moderne. Riguardo agli operatori di giustizia poi, sarebbe giusto stendere un velo pietoso. Ieri ho visto un sostituto procuratore che chiedeva l'elemosina.
4- Riordinare in un testo unico il complesso della legislazione antimafia.
Certo, basta che non si facciano, come Fassino ben ricorda, leggi atte a distruggerlo alla base. Ancora questa del "limite temporale" ai pentiti non si digerisce. Ed è vecchia. Vecchia e indigesta. Oppure mettiamo sul piatto la sepazione delle carriere dai, che si fa un piacerino all'opposizione. D'altronde, se non ci si da una mano tra amici. Oppure basta guardare chi siede (oggi) in Commissione Antimafia, ed il gioco è fatto.
5- Affiancare all'intervento repressivo un sistema adeguato di politiche sociali.
Vedi Napoli e poi muori. Bassolino, due parole: vattene affanculo. L'altro giorno con Napolitano sembrava Jago,sempre appiccicato alla spalla. Ridacchiava. Ma che cazzo avrai da ridere? Dimettiti, e salva così la tua terra una volta per tutte. Incapace.
6- Valorizzare il sequestro e la successiva confisca irrevocabile del patrimonio dei mafiosi.
Già non funziona fuori dal contesto mafioso, figuriamoci dentro. E poi la prossima volta semmai diamo un'occhiata alla casa di Totò Riina invece di farci inculare tutta la roba da sotto al naso.
7- Promuovere la concreta applicazione della normativa sull'uso sociale dei beni confiscati alle mafie, istituendo un'Agenzia nazionale che garnatisca la celere destinazione e gestione dei beni.
Questa l'abbiamo iniziata, eh? Speriamo non sia uno specchietto per le allodole. E poi presentare il progetto da Bruno Vespa. No. Dai. Contegno.
8- Diffondere nelle scuole di ogni ordine e grado programmi ed attvità con cui rafforzare tra i giovani la cultura della legalità costituzionale.
Per iniziare togliamo la merda dal Parlamento e cambiamo Ministro di Grazia e Giustizia
Questo è quanto sulla lotta al crimine organizzato. Non sillaba di più, non sillaba di meno
Gira voce (m'ha telefonato Ignazio Salvo, o era Miccichè?) che forse, ma forse forse forse, fanno un interventino cardiaco, ma piccolo, piccolopiccolissimo, a quel bel "nonno d'Italia" che è Silvio Berlusconi. Il Pater Patriae, Dioscuro, Onanista, Assessore alla merda (senza portafoglio) potrebbe sottoporsi (m'immagino Bonaiuti) ad una operazioncina rischiosina rischiosetta. Una cosina da niente eh, ma io un augurio, caro mio Cav, te lo voglio fare. Speriamo che quando ti richiudono, se ti richiudono (ciellini toccate palle) ti rimangano una manciatina (facciamo 47) pinze nello sterno. Ciao, e rimettiti presto.
Ci sono uomini che portano dentro di se memorie "pesanti". Uno di questi era Calvi, un altro Sindona. tutti e due sono morti "pesanti". Calvi penzolando da un ponte (dei frati neri, lugubre) a Londra, l'altro sorseggiando un buon caffè corretto cianuro dietro al gabbio. Tutti e due erano iscritti ad un' "associazione" chiamata LOGGIA P2. Tutti e due lavoravano con i soldi, parecchi. Tutti e due, Sindona sopratutto, facevano diversi viaggetti di relax in Sicilia. Tutti e due erano vicini, legati, ad uno schieramento politico: Democrazia Cristiana, e ad un uomo: Giulio Andreotti. Proprio lui disse: " Sindona è il salvatore della lira", e disse anche, 20 anni dopo: "sono innocente!". Tutti e due smistavano diversi soldini, abbondanti matasse di potere, nelle mani di un signore chiamato Marcinkus, direttore della IOR (Istituto opere di religione). Tutti e due erano dei credenti. Si dice che diversi soldini che i due portavano alla IOR poi facessero strade tortuose verso lidi lontani. Molti volavano in Sudamerica, verso le case dei "presidenti" golpisti, altri volavano in Polonia, verso Solidarnosc. E guarda un pò, il buon vecchio papa morto era pappa e ciccia con il caro Walesa e il suo sindacato cattolico dei lavoratori. Poi scopri che Andreotti è stato presidente del consiglio della Repubblica Italiana, che Wojtyla lo si vuol far santo, che "bisogna convivere con la Mafia", che Berlusconi (guarda te il caso) è stato membro della loggia P2, che è stato presidente del Consiglio pure lui. Oh, è solo una chiacchiera da bar, si fa per ridere noi. Versami un altro prosecchino, vai.

Dal decreto di archiviazione del gip Giuseppe Soresina del 14 novrembre 1998 nei confronti dell' indagine sui mandanti esterni degli attenatti di Mafia ( nello specifico si tratta dei tre attentati di Roma, Milano,Firenze del 1993, di quello sventato all'Olimpico sempre nel 1993 e di quello sventato nei confronti del collaboratore di Giustizia Totuccio Contorno, a Formello, del 1994).
Il fatto appare omogeneo ad una utilizzazione politica esterna rispetto a Cosa Nostra, coincidente con la nascita di una nuova formazione politica (...E Forza Italia che siamo tantissimi...), con la ricerca di nuovi referenti politici da parte di Cosa Nostra, con l'obbiettiva convergenza degli interessi politici di Cosa Nostra rispetto ad qualificanti linee programmatiche della nuova formazione (art. 41bis O.P., legislazione dei collaboratori di giustizia, recupero del garantismo processuale, asseritamente trascurato dalla legislazione dei primi anni 90) (...) Si sono acquisiti risultati significativi in ordine all'avere Cosa Nostra agito in seguito ad input esterni, a conferma di quanto già valutato sul piano strettamente logico; all'avere i soggetti di cui si tratta (Berlusconi e Dell'Utri) intrattenuto rapporti non meramente episodici con soggetti criminali cui è referibile il programma stragista relaizzato; all'essere tali rapporti col fine perseguito dal progetto (...) Va rilevato come l'ipotesi iniziale (sai, furono accusati di concorso in strage i due piccioncini) abbia mantenuto e semmai incrementato la sua plausibilità (...). Ma gli elementi raccolti non sono idonei a sostenere l'accusa in giudizio e solo l'emergere di nuovi elementi potrà attribuire concretezza alle ipotesi.
Questo invece è il decreto di archiviazione del gip Giovanbattista Tona del 13 maggio 2002 nei confronti dell'indagine sulle stragi di Capaci e Via d'Amelio del 1992. L'inchiesta fu archiaviata anche se sette collaboratori di giustizia (pentiti, suvvia) diedero esattamente le stesse deposizioni sui fatti sopracitati.
Gli atti del fascicolo hanno ampliamente dimostrato la sussistenza di varie possibilità di contatto tra uomini appartenenti a Cosa Nostra ed esponenti di gruppi societari controllati un vario modo dagli odierni indagati (sono sempre i due caballeros di cui si legge sopra). Ciò di per sè legittima l'ipotesi che, in considerazione del prestigio di Berlusconi e Dell'Utri, essi possano essere stati individuati dagli uomini dell'organizzazione quali eventuali nuovi interlocutori (...). Ma la friabilità (???) del quadro indiziario impone l'archiviazione.
Il resto della storia lo sanno tutti. Fai una fischiatina, fiù, fai una fischiatina, fiù, e la COSCIENZA al fianco tuo sarà. Ah, la foto del bel Marcellino è quella "ufficiale" del Senato della Repubblica. Quella di Silvio (ovvio) invece è della Camera dei Depuati.
Pro VOCO. E che devo andare a invocare la pace da Andreotti io? Devo discuterne col Cav? Io? No no. Loro non capiscono. Con la bandierina ci si puliscono il culo. Nel fottere lo stato di diritto serve Diritto, serve Giustizia. L'abusare dell'ipocrita parola non nasconde la lacuna dell'ignoranza. Mi faccio partecipe del disagio dell'analfabeta, dato che a rime contratte lo sono. Ma non vedo realtà di sviluppo pacifico nel lasciare camminare rilassati assassini di stato e ladri di galline. Vien da piangere. E quella del davanzale sopra Corso Garibaldi se ne sarà accorta con il suo drappo arcobaleno sul terrazzo? Mi sa che dorme. La potrei svegliare a sassate sulla finestra. Ma non c'è voglia. Forse so 'na merda. Però se si movesse pure lei, la locomotiva allora si, parrebbe cosa viva ( ah, povera locomotiva). Tremendo rispetto e circospetta stima per l'avventore della mensa caritas, ma se anche lui sputasse in due o tre occhi tutto il sistema ne guadagnerebbe. Sistema di cosa poi? Saremmo, come sopra, STATO DI DIRITTO, ma qua, nel mondo del tennis, va tutto al rovescio. E se rivedere ridere chi dovrebbe piangere ci consola, beh allora forse siamo un pò tutti deficenti. La nostra lobotomia non esiste, siamo vecchi a vent'anni. Siamo lassativi per cavalli. Siamo grossi ma il risultato è sempre lo stesso. Lo spurgo. Prendi domani la bandierina della pace allora e fai un giochino. Imbustala con un euro e spediscila a PALAZZO CHIGI, all'attenzione del primo ministro di turno. Inserisci una letterina nella busta, con su scritto: CORDIALI VAFFANCULO. Domani lo faccio anche io. Zitti zitti piano piano.
La classe politica dominante, i figli di troia, ha deciso di riunire le forze per affermare una volta su tutte come sia bello star seduti in parlamento. Il tutelare lo stato non basta, e nell'equazione immediata PARLAMENTO : STATO = IO : TE si rendon conto che pigliarci per il culo diventa gioco assai piacevole. Il loro demagogico interessarsi a un padellata di merda chiamata popolo riscuote successo in campo europeo. L'esempio forse verrà presto seguito dai colleghi spagnoli, portoghesi, francesi e tedeschi. Perchè non usare il diritto concessoci? Questa è la domanda che si fanno i colleghi d'oltralpe visto l'amore e l'abnegazione che i deputati ed i senatori italiani metton nel loro quotidiano lavoro. Esser paragonati a larve epidermiche si addice alla nostra figura, così tuona un rappresentante di Montecitorio mentre gli fa eco un collega di palazzo Madama: "Siam ladri ed è giusto che rubiamo". Probabilmente nella prossima legislatura verrà posto l'obbligo minimo di proscrizione penale per potersi sedere negli scranni parlamentari, vista anche la grande richiesta di ex democristiani e socilalisti (attenti alla merenda!!!). Il popolo sedato ancora non muove paglia davanti al grande gioco dell'oca che li vede retrocedere ad ogni turno, ma la speranza che un ordine nuovo scenda non muore certo nel cuore dello speranzoso figlio della demagogia. E veder madri che piangono solleva l'onorevole dal dato d'onore, sferzandolo nel posteriore a mò di frusta da cavallo. Egli s'imbizzarrisce e, recitando da novello Volontè, s'accascia sulla madre vittima di mafia e la rincuora così: "Le regalo una mia mensilità signora, così la risacca non le farà franar il castello (o che bello quest'esempio) dei suoi sogni, perchè io, lo trovo scritto nella mia definizione, son ONOREVOLE, cazzo!". E la donna piangente allora sputerà ne volto da onorare pareggiando l'amaro compito del destino: disonorar chi se lo merita fuori dal vocabolario. Ah quanto stupido saresti ad esser schiavo di Roma se Roma non volesse schiavi.
La Sicilia è una bella terra. Lo dice la storia. La Sicilia è una brutta terra. Lo dice sempre la storia. Molte volte il crogiolare il proprio intelletto nel ritenere che la Storia, quella con la maiuscola, sia fautrice delle conseguenze del mondo mi irrita, e mi irrita perchè il ragionamento diventa ipocrita. Ipocrita come lo è la mia persona, che da sola non sguazza nello stagno però. La Sicilia è una terra che ha vissuto un periodo di "nero" sociale spaventoso, ha visto morire dei suoi figli illustri e molti neanche li ha veduti, potendoli solo ricordare nelle messe di suffragio. La Sicilia ha vissuto con COSA NOSTRA, che poi tanto sua non è, le ha dato il latte quando aveva fame, e le ha dato il sangue quando stava morendo. Già il termine sottintenderebbe un legame privato, quasi morboso con la sua storia recente, la più drammatica. La Sicilia ha pianto per i giusti, ma pure per i meno. La Sicilia ha vissuto nella contraddizione, se ne è rifocillata. Ora io chiedo, a chiunque si reputi un personaggio dotato di un minimo di intelletto, se tutto questo va scritto al passato. Conosco, non personalmente per fortuna, un signore che ha molto a che fare con questa terra. Questo signore si chiama Salvatore Cuffaro;questo signore è un "onorevole" della Repubblica, questo signore è presidente della regione (tutto minuscolo), questo signore è un Mafioso (questo maiuscolo).
Mi ricordo che alla Farnesina in quel periodo c'era Frattini, poco tempo dopo sarebbe arrivato il suo amico Fini. E mi ricordo La Sgrena, la sua storia drammatica, le lotte di partito per spingere verso la liberazione. Mi ricordo lo sdegno del Manifesto tutto quando le cose andavano male, e l'imbarazzo del mondo quando sono andate "bene". Ci scappò il morto lì, fu un bel romanzo. Mi ricordo le Simone e quell'altra che c'aveva la faccia da triglia, la Cantoni. Mi ricordo Quattrocchi, Stefio, Agliana e Cupertino. Mi ricordo: " Vi faccio vedere come muore un'italiano".E mi ricordo quel signore arabo col passaporto italiano ma nei giornali era un 2 di picche a briscola. Ma Baldoni non me lo ricordo. E neanche voi. Ma son convinto che era un brav'uomo, e io mi sa che io non lo sono.
Nelle pieghe della mano dicono che siano scritti i destini di ognuno di noi: amore, famiglia, salute e soldi. Nelle pieghe della vita dicono che ci siano dosi di culo insubordinate al merito che spingono a destra e manca milioni di esseri umani. Li portano a scegliere esistenze, lavori, amicizie, contesti e contenitori del loro quotidiano. Di conseguenza in tutto questo gioco sublime che si chiama vita dovrebbero entrarci le pieghe della mano. Credo. così si dice. Ma non è vero un cazzo poi. Nel sublime cammino verso la tomba che si chiama vita nascono meraviglie, e altre al fianco ne muoiono. Una però sono anni che non ci abbandona, resta lì come amorevole chioccia a custodire i nostri cammini ed appunto li contiene. E si chiama TV. Non è doveroso e sentito un discorso su di lei, non almeno in portata etica, non ce ne sono i mezzi. Ma vedere nelle sue ulteriori pieghe, che tanto condizionano pure quelle della mano, un messaggio educativo mi vien difficile. L'orario mattutino non è amato dal pachiderma, che piano piano utilizza ore per rinfrescarsi e toelettarsi, ed io lo sono (un pachiderma) Ma nel meriggio e alla sera, cazzo, la società televisiva mi vomita addosso tutto il suo intrinseco paradosso marcio. Il morto imbellettato che corre nel piazzale, la vecchia scotennata col diritto di replica, il mutante dalle mutande sporche che reclamizza il bicarbonato non sono nel mio concetto "sani". Vorrei piangere perchè mi emoziono, e non perchè mi vergogno, e vorrei vergognarmi perchè sono un reietto, e non perchè lo è uno spazzino di Frosinone. Mi domando se l'alternativa c'è, e la tetta delle sedici dice no. Ma io la guardo e mi potrei anche masturbare mentre faccio merenda. I canali del Cav. mi hanno cresciuto col verbo della mano morta e io, che sono morto anche nel resto, devo loro un grande merito educativo. Però ora basta, non è tollerabile la mostra televisiva sulle Forze dell'Ordine con cadenza quotidiana, anche perchè di loro pochi si fidano riscontrando i reali protagonisti coi sagomoni truccati e gli orgasmi della Pandolfi. Nel venire a sapere di un Raoul Bova star del film TV su Nassiria, mi rincresce non averlo visto mangiato da Predator e neanche da Alien. E poi tutti questi caratteristi da 20 lire, pompinare dei sottosegretari agli esteri e beati settantenni in pensione che rinascono a nuovo monumento nazional popolare dopo aver sparato nell' ultimo episodio di "Guardie Giurate" mi percuote le palle e non le stimola a riprodurre. Una sera su 7, nel mio vagabondare oltre SKY, vorrei veder del bello, e lo vorrei ad orario mortale, non alle 3. Lo vorrei per il popolo, per renderlo felice e crescerlo, come facevano gli imperatori coi giochi gladiatori, e non solo per sedarlo, mangiarlo, e portarlo alla fine del tubo digerente correndo nel catodico. Amen.

No, non ce l'ho la carta di credito, no. E neppure il bancomat se è per questo. Ma neanche il conto corrente. E se proprio lo devo aprire 'sto conto non vado certo da voi. Le parole che nascondete nelle vostre sigle: NAZIONALE, POPOLARE, MUTUA, COOPERATIVO, RISPARMIO mi fanno paura! Basta con il bello ma sottile gioco dell'ironia grammaticale. Fatti. Fatti. Si dovrebbe obbligare, per legge, ogni banca ad andare affanculo. O forse no. Non voglio darti i miei soldi, caro Ennio Doris, da me non vedi neanche un penny. Oltre a provocarmi una forte sensazione di repulsione fisica, la tua figura mi incute pure timore al pensiero, matematicamente immediato, che dovrai custodire i miei averi. Mi domando come fai ad andare in giro senza che nessuno ti sputi addosso. Nel saper che sei un poco di buono, forse pure un ladro provetto, mi cascano le braccia. E vederti che inciti i giovani (fino a 40 anni come dici te) ad entrare nel tuo mondo Mediolanum come "Family Banker", mi raccapriccia. Primo perchè devi usare la lingua italiana e chiamare i tuoi sottoposti promotori bancari familiari almeno, secondo perchè mi vuoi inculare infilando nel mio nobile deretano pure il braccio. Costruisci attorno a me 'sto ceppo di minchia. Me le immagino le sciure lombarde o le donnine di Cosenza che guardando il tuo faccione tondo e dicono: "Ebbravo il Doris, cerca pure gente per lavorare con lui. Quasi quasi mi ci apro un conto da lui così mi mangia pure gli avanzi della pensione." Sei un genio. La pubblicità che la tua azienda fa è qualcosa di meschino ma eccelso. Prometter lavoro alle persone ed intenerir loro i cuori. In un Italia dove fra un po' fallisce pure il Colosseo, tu e la tua sana azienda rappresentate, alle 2 del pomeriggio su canale 5, un esempio nobile di cartina al tornasole della gestione bancaria, vincolata alle regole del mercato liberale e al gioco, aimè ancora in atto, del capitalismo. Il cranio non me lo devi mangiare Doris, e vorrei che anche tutti i tuoi amici delle altre banche lo lasciassero stare. Se proprio volete far pubblicità fatemi vedere dove investite i soldi che la gente vi da (tutti però). Fatemi vedere chi sono i vostri amministratori delegati, ditemi chi li manovra. Nel fantasticare e nel ritenermi un ingenuo scrivente mi rammarico nel non riflettere a fondo riguardo alla condizione mentale di molta gente, sommersa da un mondo briaco, fulminata dall'accessorio sociale, perbenista nel letto incestuoso. Mi vengono i brividi a veder così tante cose che forse tu, piccolo Doris, mi riderai addosso e mi schiferai. Ma non avrai mai il mio scalpo. E non lo avrà neanche la BNL, il Monte, la Cassa. Le poste poi le lascerei addirittura perdere, le hanno distrutte in meno di 10 anni, i picconatori del capitale. Il fatto è che il concetto di "BANCA" va modificato. Quando nel calcio dire che mettere la palla nei piedi di Maradona è come metterla in banca, si sbaglia. Bisognerebbe aggiungere una negazione, doverosa e che non costa nulla. Liberate i vostri conti e utilizzate il vostro potere uccidendo Hydra. Forse però un'alternativa c'è, è piccola e poco capillare, ma c'è. Scrivo l'indirizzo nella speranza che facciano quel che dicono, o dicano quel che fanno (soprattutto dei miei argenti)
PER INFO: www.bancaetica.com

Nella vita di tutti ci si imbatte, a meno che non si sia uno dei sette nani e si viva nei pressi di una miniera di diamanti ai limiti del sottobosco, nel vivace e paradossale rapporto con l'auto (o affini). L'auto è veloce, e di conseguenza se la si batte, o per meglio dire cozza, contro un palo ci fa morire. L'auto consuma benzina, che costa più del "nero d'Avola" al litro (giuro!!!) e inquina da fare schifo. L'auto è fatta di lamiera e quindi se la si tocca con una chiave o altro supporto puntuto si svernicia meglio del gratta e vinci. L'auto ha gli interni in plastica, così se si vede un carro funebre, col cazzo che si tocca ferro. Te la riempiono ogni anno di accessori per la tua sicurezza ma te la fanno andare appena appena più veloce dell'anno prima (con la Betsy una volta sfiorai i 170 kmh, parlo di una Citroen AX 900 a benzina). Si divertono a metterti (gli ingegneri 'sti stronzi) marchingegni tecnologici nei vari buchini liberi del cruscotto tipo SAT NAV, GPS, MULIMAPPA, TOM TOM (chi è? La donnina del perchè) solo per il gusto di farti indicare da una voce di donna mezza rumena mezza fatta la strada più veloce per la coppe. Te la fanno comprare a tasso zero, ma non ti dicono che in 5 mesi si svaluta del 10%. Ti danno praticamente il mezzo più obsoleto che l'ingegneria moderna, o almeno quella successiva al carro, abbia mai creato, e te sei contento come un bimbo quando la lucidi o la stiri per la nazionale. Mi sembra logico, lo sono pure io contento quando ne vedo una bella; vivo nel paradosso di amarla ed odiarla, la amo nera ma non la disdegnerei rossa, fuoco, come la Ferrari. Mi piace il suo rumore quando si chiude con la chiave dell'antifurto, ah come è bello quel PLIN PLIN.
Una cosa però non piace a nessuno, nè ad Arturo Merzario nè al pedone pedante: IL PARCHEGGIO. Parcheggiare un' auto è una manovra di un rischio, economico ovvio, gravoso. Ogni piccolo centimetro di troppo costa centinaia e centinaia di euri dal carrozziere, euri dall'assicuratore, e calci in culo da quello che hai grattato ( che per caso c'ha una Porsche). Il parcheggio costa anche di stress, fatica se non si ha il servosterzo, e culo se lo si trova. Il parcheggio serve ad una cosa sola: custodire l'amato veicolo nell'unico vero momento in cui è utile, ovvero quando sta fermo e non rompe tanto i coglioni a te e a tu' madre. Quindi, o geometri del comune, la prossima volta vediamo di farli più larghi 'sti loculi per le auto, almeno la prossima, eh?
E altri 100mila andati a puttane.
Ci sarebbe da farsi una domanda. Ma veramente tutti i giovani di 'sto posto sono cos' deficienti come dicono? Secondo me si. Si da il caso che l'educazione reprima l'istinto in molti casi,e forse quella che la nostra beneamanta generazione ha ricevuto è ottima, in quanto reprime il gran buon che ogni uomo ha...la coerenza di pensiero. Ora spacciarsi per esseri supremi, dotati di intelletto sopraffino e genialità rifrangente ai problemi sta nell'accezione di paraculo come cane sta ad animale, Vantandomi di una coerenza puerile e di un'innocenza vengo al punto. Ma cazzo, come si può isolare politicamente l'unica comunità con decente potenziale che circonda i burattinai dalla scrivania di rovere e la bestemmia mascherata? Come si può avvilire il miglior esempio di natura "viva" lasciando marcire i suoi stami? Bah, per mio modesto parere i Ggiovani (con 2 G sì) sono una manicata di deficenti. Non hanno la forza neanche di sputare nel piatto dove non mangiano. Magari in quello con la zuppa sopra! Magari! Il problema è serio, limpido e di facile risoluzione, ma molto pesante da armeggiare. 'Sti politici danno ai giovani come Epulone darebbe agli schiavi, 'sti politici si interessano al veniale, senza guardare in faccia i problemi...Non sanno che sulla generazione X (fanculo le riviste che portano una L dopo) ci potrebbero fare affidamento. I figli dei papaveri da oppio che oggi ci governano sarebbe bene andassero affanculo. Sono dei grandi stronzi. Sono dei vecchi che amano restare vecchi, arretrati, zappatori della loro fossa ad libidum. Sti maledetti ringraziano i nemici dello stato ed elogiano i mafiosi proscritti che si candidano a presidenze, divincolano le membra su campi minati e contraeree meglio del balletto russo, assottigliano PIL, CISL, UIL, OFF, ON, SMA. SERIALIZZANO!!! Tutti in sigla bisogna cantare...NOI. I giovani di 'sto cazzo, sarebbe ora che capissero che estrema destra, liberalmoderato, stalinista e contorsionista, non sono altro che parole, buie settorializzazioni di aborti fatti da una grande madre. La Politica del Baccello mi ha rotto i coglioni. Non si può essere di Rifondazione se non si rifonda, non si può essere della Casa delle Libertà se non si libera, non si può esser Socialisti senza il sociale, lo STATO SOCIALE. Ma che fine hanno fatto i significati? E i giovani che fanno? Briachi come stacce, abbuffati da stronzate, vagano come fiale di insulina in una trincea di guerra sventolando Comandanti, Duci e parafulmini metodici, lassivi del buon senso d'un fattore: la coerenza. Ci hanno educato a stare muti, schemi nel SUDOKU (fanculo). Gatti già pelati.
Io Dico che un giorno andrò, speriamo che vieni pure te. Dove non lo so, ma andrò.