Doveroso spazio di accettazione minoranze mentali. E maggioranze
Domani pagherò, oggi non ne ho voglia. 104 euro di tassa sul mezzo televisivo, canone RAI. Opponiti alle visite di controllo minacciando l'addetto con un mattarello. La fiction su Pantani te la potevi risparmiare, preferivo l'ennesimo lavoro di bassa lega a mo' di passamaneria industriale su papa Leone X Medici; che almeno si vedono pure due o tre belle fiche e qualche momento d'azione con l'arrivo dei lanzichenecchi. Insinna durante il colloquio di lavoro si è sentito chiedere se era gay, ma non si è sentito in diritto di sputare nel muso alla commissione, peggio dei peggiori. Vedremo un Sanremo eccitante, la dialisi comincia alle 21. Si protrarrà fino alle 24:10. Il giorno dopo un muratore di Scilla morirà sulla Salerno- Reggio Calabria per un colpo di sonno. Ci può stare. Non ci sta Pippo Baudo, in attesa di un processo penale per associazione mafiosa. L'ex moglie di Ramazzotti, la teutonica all'ossobuco, potrebbe pure spirare sul palco, magari per mano di un terrorista di Al Quaeda che prima di sgozzarla la sodomizza davanti a 15 milioni di italioti. Sarebbe un gran bel momento di televisione, e almeno guarderei blob ancora più volentieri. Riotta è troppo veltroniano, lamentele da una parte del centrosinistra. Ovvio ritenere Voltaire un estremista e lui un fior fior di direttore. Propongo un brindisi per Simona Ventura e Gene Gnocchi, ma lo propongo alla loro maniera, toccandomi le palle e fingendo la sorsata, nel calice c'è la stricnina di sicuro. Alle due su rai due crolla il mondo, battaglioni di neozelandesi morirono sessanta anni fa a Cassino per sapere se "tradiscono più le donne o gli uomini". Crepet è un ologramma. Enzo Biagi è morto e noi non lo sappiamo. Luttazzi è un genio (mutuata) e traspira da ogni poro. Rido a crepapelle, piango pioggia a catinelle. Censurate pure questa bastardi:
Che se domani volessi lavorare in tv, fammi un pò pensare, potrei inserire la mia bocca nel viscido pene del dottor Sottile. Magari riuscirei a pubblicizzare pure un telefono UMTS, ridendoci sopra con Don Pippo Baudo e il compagno Amendola. Che tanto, e noi italiani la sappiamo lunga, certe cose alla fine fan sorridere. Mi merito di più. Il mio fidanzato, platinato non brizzolato, di sicuro farebbe tutto per me, compreso il Rolex intramuscolare, per cronometrare orgasmi d' overdose sintetica. D'altronde, anche ai tempi del 60 piedi si può riconoscere la forza di certi sentimenti. Non pensate, popolino, che noi non abbiamo cuore, magari è il vostro, ma ce l'abbiamo. Correndo nelle spiagge caraibiche potrei mostrare il seno, distogliere lo sguardo tuo, che guidi quel camion pieno di maiali, e tramutare la nausea che sale nella cabina in profumo di sesso. Poi convinciti una volta per tutte che anche tua moglie ha una vagina, e non solo io. Alla fine ,se non altro, questo ci accomuna. Mi han detto che le natiche turgide potrebbero interessare, maliarda mi prosterò la domenica alle 16. E chi segue le partite, poverino, non potrà di certo sdoppiare gli occhi, salendo dal polpaccio greco sino alle labbra di miele sul quinto canale, offesa morale. Mulinare congiuntivi, stolti, non v'appartiene. E voi ci morirete sotto. Io no, della sintassi trasversale ho l'esclusiva nazionale. Son troia e vinco, seppur barando. E tu che scrivi, ottuso, lo sai che mi faresti? Ma non puoi, è per questo che mi odi.
Alle 20 due differenti notizie aprivano i telegiornali nazionali: il TG5 con la notizia dei cori " BUFFONE BUFFONE" rivolti, durante il Motor Show di Bologna, al Presidente del Consiglio don Romano Prodi, ed il TG1 con quella della morte, a 91 anni, di Augusto Pinochet. A parte che il predecessore del signor Prodi ebbe l'arguzia di querelare un figuro che lo appello in cotal maniera (perdendo la causa), ritengo molto più degna di nota, come notizia principe, la morte dell'ex dittatore cileno. Ma questa è un'altra storia perchè la mia, ovvio, è una presa di posizione faziosa. E lo è perchè sovvengono tutti i canoni classici della faziosità, ovvero l'amore per una precisa bandiera con lo scopo della sovverzione. Se inverto gli addendi però il risultato, parimenti, non cambia. Il dottor Rossella, uomo di levatura morale eccelsa ed egregio sniffatore di cocaina, mi porta l'esempio con sette, ben sette, minuti di servizio sugli epitteti lanciati al, io lo chiamo così, P for P (Prete for President). E la cosa favolosa in questi sette minuti era la minuziosa analisi degli spostamenti del rubicondo Romano all'interno degli stand della sagra del pistone, analisi che è diventata certosina sopratutto quando è stato riferito di una sua deviazione obbligata verso i corridoi di servizio, causa insistente pressare dei contestatori. Oramai deduco fosse alle corde il Premier, tanto conveniva gettare la spugna e darsi in pasto agli oppositori del Regime (si perchè il 2 dicembre a Roma si manifestava contro il Regime, come citava il bel pannello alle spalle del podio quel giorno). Poi, subito dopo, le interviste di rito ai protagonisti dell'evento, i veri re per una notte del Motor Show, gli emuli di Meo Patacca: "Prodi se ne deve andare", "Troppe tasse", "Ci sta derubando" (ma i biglietti per andare al Motor Show no), e poi lui, il genio, che ha detto: " Non importa chi governa, qua ci prendon tutti in giro". Nell'interpretare le sue parole mi son a quel punto perso. Ma non ho perso il rispetto per mio padre che guarda questo telegiornale, e per quei milioni di Italiani che lo guardano con lui. Lo ho invece perso, e da tempo, nei confronti del dottor Rossella, della sua redazione, e del suo editore, semplicemente perchè ritengo che queste persone siano faziose parimenti a me, forse anche di più. E lo dico perchè io in mano tengo solo un sasso e una fionda, loro invece hanno una guarnigione alle spalle, e delle più munite.
Perchè non commentare ordunque la notizia del TG1 sulla morte di Pinochet? Perchè le cose belle sono indescrivibili, baby.
Lo Zingarelli lo definisce così. Artista: chi opera nel campo dell'arte, chi eccelle nel proprio lavoro, chi ha e manifesta sensibilità per i vari aspetti della realtà, in una misura considerata superiore alla media, atigiano, artiere.
Gli artisti entrano nelle nostre vite, le plasmano, truccano i comandi d'avvio e le sinapsi in maniera univoca verso contesti non quotidiani, non mortiferi. Gli artisti stanno sui libri di storia, e se non ci stanno sanno già che il vincolo del tempo gli donerà un capitolo. Gli artisti contemplano la pioggia mentre io apro l'ombrello. Gli artisti sanno tutto di tutti e niente di nessuno. Gli artisti sono arte, nell'accezione meno legata al dizionario che ci sia, perchè diventano loro malgrado indefinibili, neologismi anagrafici. Hanno solo le muse come vincolo, e di questo si spaventano pure, gli artisti.
Tu Mora, te ne devi andare affanculo. Qualsiasi possa essere il tuo destino, se dietro una gabbia di platino firmata Cavalli, o sempre starnazzante nel pollaio con la bocca piena di sperma dei tuoi sottoposti, tu non devi più dire quella parola. Perchè tu non la meriti. Assassino dei logos, uccisore d'ignoranti. Erode.
Se la mamma dei cretini è sempre incinta, quella dei fratelli Muccino, tale regina Didone, ha problemi seri di vincolo al motto. Dopo aver partorito i due esseri, dicono voci, sembra essersi nascosta in un rifugio del CAI in cima al Terminillo. Da allora mai più sue notizie. Il, grande, coso là, è un professionista assoluto della macchina da presa. E tutti, cari miei, lo dobbiamo ammettere. Forza e fama gli son dovute da bibitoni a base di Eroina, succo alla pesca e cadmio che la madre, ancora giovine e bella, ingurgitava nei giorni successivi al concepimento. Egli, il regista, si muove negli ambienti che contano con piglio sagace e misantropo (non vol dire un cazzo ma ci sta bene). Riverendo alle dame durante le feste, le convince del disagio sociale e se le porta a letto in un click (tempo necessario affinchè il paparazzo del "chiacchieradaparruchhieramagazine" lo immortali mentre la Canalis lo battezza con un rapporto orale e pure mentale, a detta di tutti difficile da pari grado). Girando la pellicola nel nastro, egli nota, fra una pista e l'altra, che la fama non vien per nuocere, ma per volare ad Hollywood a girare due o tre spottini per la PEPSI MULINO BIANCO. Qui, assecondato dalla conosorte Canalis, si tramuta in emulo di Petri ed Antonioni, sguainando l'incipit: "Io son quello dell'ultimo bacio. Con me l'Italia è cambiata, porcavacca. Respect". Del fratellino suo, beh, che dire mai. Artista tout court, concepito durante un coca party a Procida, si rispecchia e riflette ormai solo dietro l'ego che lo precede. Abile nel romanzare e recitare, trasmuta la zeppola innata (complicanze della gestazione materna sotto oppiacei) in riso e fascino. Se abitasse a Busto Arsizio, oggi che va di moda, sarebbe vittima quotidiana di bullismo adolescenziale, ma lui è di Roma e, sopratutto, è fratello di suo fratello, mica mio. Verdone, pover uomo, lo ha scelto come delfino dela casa di Borbone, concedendogli il diritto di mastro della risata all'italiana. Titolo dovuto vista la sua abilità (tout court ripeto) in capolavori del calibro di: Che ne sarà di Noi (Veronesi sparati) e, battesimo di fuoco, Come te nessuno mai. Storia, se ben ricordo, di un panettiere al quale esplode il forno durante un'occupazione studentesca. Troia brucia, evviva Troia.
Perchè i comici e gli attori che fanno le pubblicità di prodotti del cazzo sono (vox loro vox dei) di sinistra? E di che sponsor poi? C'è forse un gioco al massacro eviscerato da sindromi congenite che porta Amendola a rompere il legame tra basso ventre e cerebro? Bisio (che fa ridere lui, eh?) e la SEAT pagine gialle, Rubini e la Telecom; direbbe qualcuno che si tratta di un ossimoro perfetto. E la Gialappas e Banca San Paolo? Che li pagano in missili terra aria? Non parliamo poi dei due dell'editto bulgaro parte seconda, Vergassola e Bertolino, alle prese con assicurazioni telefoniche e conti a tassi soverchianti. Almeno Gene Gnocchi parla con i bovidi. Posso capire i calciatori, per antonomasia d'altronde non capiscono un cazzo, ma i comici...Brividi freddi. Comunque almeno hanno ottenuto il risultato di farmi venire una sana voglia didattica. Boicottare i prodotti che reclamizzano con tanto vigore. E Aldo, Giovanni e Balanzone perchè si fissano co' ste tariffe agevolate? Agevolassero la gente al rimborso biglietti vai, dopo i loro film di merda. Oggi la Repubblica paragonava il loro nuovo show teatrale/cinematrografico al Riccardo III di Al Pacino. Ora non conosco personalmente il signor Pacino, ma non penso che il paragone regga. Sono convinto che se Al Pacino beve 3 sambuche fa ridere più dei tre amigos. Fortunatamente non è l'ora di pensare ad altri Scaramacai con la tessera del partito che foraggiano la povera mamma malata a suon di cachet per le reclame (come dice il trisavolo di chiunque). Boicotta vai, che campi meglio e ridi lo stesso.
Ad Arezzo Wave hanno portato una sfiga immensa. Servizio sullo spaccio nel camping (premettiamo non visto) e trasferimento del Festival a Firenze. Grandi proteste da parte di quel papavero di Fanfani e grande gaudio da parte di Domenici (e soldi). Valenti che se la ride (anche se sono anni che gufava il trasferimento). Il bello è che Arezzo Wave non è mai stata digerita dall' ex giunta di centrodestra, ma ha retto. Appena arriva un democristiancomunistasocilapopulistafesso a sindaco, pensi che tutto andrà meglio, che Arezzo Wave vivrà più serena. E invece, alla prima occasione, palliativo per l'opinione pubblica, dai coglioni. Ma non parliamo di Arezzo Wave e di Valenti, non parliamo di Fanfani e del suo operato da primo cittadino. Parliamo delle Iene (che ci voglion tanto bene). Arrivano loro, fanno i loro servizi sull'ignoranza parlamentare (che ha stupito qualcuno quel servizio? Spero vivamente di no), sulle pippatine sopra gli scranni. Le Iene agevolano la nostra salute. Fermentano il buon senso civico di noi telesegaioli. Ci aiutano a veder le cosine in maniera più limpida. Brave. E domani c'è l'intervista doppia tra Cristo e Maometto. Posizione preferita nel fare l'amore? Lodevoli. E facciamoci sopra pure la macchina. La Clio, con quel nome da gatto arrotato nello svincolo di Melegnano. Nel lavorare per Mediaset, sembra escan a testa alta dal confronto ideologico. Un programma di denuncia e satira (che ho detto?) nei confronti dell'editore stesso. Sempre a battere sul Cav, e gli errori del Cav, e i soldi che ha buttato a puttane il Cav, e domani c'è il Cav. Tutto sul Cav. A parte che è facile, peccato che poi, oltre al montaggio dei sevizi di fattura volutamente abominevole(vaffanculo), presentino un intrattenimento schematico, privo di denuncia sociale, artefatto e montato. Un programma dove non fuoriesce senso critico, ma legato alla capacità mentale di un quindicenne insubordinato alle scarpe di Prada. A me assomigliano un pò a Lucignolo, ma per le persone vagamente di sinistra. Non ne vedo una gran differenza. Vorrei esser più maturo, forse, per capirle, 'ste Iene. Magari ancora ho un cerebro da bambino di sette anni, ancora me ne mancano il doppio per arrivare a quattordici. Ma forse il problema non è neanche loro. Vedere Santoro che sorride con Cuffaro mi fa rabbrividire un pochino, ma forse Santoro si è Ienizzato pure lui. Il problema vero è che le Iene sono un programma brutto, salmastro, sciocco (nel senso di sciapo) che entra però benissimo nella testa del soppalcato mentale che è l'italiano. Con ballettini alla moda e servizi ridicoli, alternano momenti di denuncia (si va bè, diciamo pure bacchettano và) sociale, politica e cronaca. Entrano nelle Vele di Scampia e tre minuti dopo vanno ad intervistare i reduci dell'Isola dei Famosi. Sembrano una chiacchiera da bar fatta catodica. E non mi offrono nemmeno il camparino. Il fatto poi che non agevolino mai una risposta, ma lascino sempre tutto ovattato, quello mi da fastidio. Quando beccano i pedofili e gli dicono: "Ah, sono una Iena, e mò so cazzi tua". Mi sembrano il prefetto Mori incipriato. Siamo in un mondo dove il giornalismo, inteso come indagine quotidiana, si rimette a loro come paladini. Questo non è normale. Parliamo di facce ( di carne) che non hanno, tranne sparuti esempi, motivazioni etiche per svolgere tale mestiere. Comici che parlano di camorra e poi sponsorizzano bevande isotoniche o auto a forma di saponetta non ritengo vadano molto d'accordo. Lo ripeto nel concetto d'indagine giornalistica. Forse sarebbero anche un bel programma, ma se ce ne fossero altri, diversi. Finchè loro rimarrano a paladini dell'informazione, poco cambierà, perchè entrano nel contesto dello stereotipo sociale. Idem striscia la notizia. Sembra che in questo mondo tutti dobbiamo esser ridanciani, leggeri e semicoscienti. Servirebbe invece, nel momento del bisogno più alto, cinismo e serietà, se non altro morale, per aver la forza di tirare due ceffoni. Affrontare un paradosso come le Iene non trasmette forza, ma scoramento. Chi le vede, recepisce a bocconi contesti immensi, ma che resteranno inesplorati. Chi li vede, mortifica la carne e rallegra lo spirito, ma non riceve uno stimolo reattivo. E chi lo riceve non lo fa di certo grazie a loro. Viviamo in uno stato dove i comici fanno i giornalisti, e viceversa. E comunque, alla fine, le iene sono animali che prediligono i cadaveri.
Non più satira nei confronti del papa. Lo dice il segretario personale del pntefice Genswein. Lui, con quel cognome da amaro alpino, ritiene che le battute contro il VICARIO DI CRISTO non abbiano livello intellettuale e offendano gli uomini di chiesa. La domanda che faccio io a Genswein ,detto anche padre Georg, è: "Sa mica dirmi dove nasce il livello intellettuale?" C'è una soglia minima per giudicarlo, ed un massimale per ritenerlo sublime? Lei legge i giornali, guarda la tv? Si rende conto che la parola livello sottintende un paragone? Se avesse detto, la satira di personaggi quali Fiorello e Crozza (esempi citati) non è al livello di quella del Bagaglino, potevo entrare nel contesto e stapparmici pure una birra dietro. Ma quale limite si pone il nostro bravo Georg? Non gli basta il riso quotidiano? Cristo non rideva mai? Era il Messia dagli occhi di ghiaccio. Undicesimo comandamento: non ridere. Se ne andasse affanculo padre Georg Genswein. La cosa comica poi, quella si, è che sia Fiorello che Crozza hanno uno stile comico (e non satirico) nazional popolare. Senza impennate, motti di spirito criticabili. Certe volte hanno il sapore d'una gassosa svapata tanto sono "politically correct". Fanno venire quasi sonno. In una tv dove già non si può fare una sega, serviva solo il segretario del PAPA a ricordarci che le seghe fanno male, ma pensarci anche di più. Il consiglio che darei al nostro caro amico è quello di trombare ogni tanto, rinfrancare il corpo e sentirsi torbido di spirito, nell'ammirevole stato di perfezione che vive nel suo quotidiano potrebbe sentirsi "troppo bene", superare il livello da lui citato. E gli consiglio inoltre di girare la testa a destra e manca, origliare alle porte degli spogliatoi delle suore, magari buttare l'occhio nel buco della serratura. Vedere il pelo per mortificare la sua eccelsa virtù.. Già l'Avvenire aveva sforato (ma che volete d'altronde da un quotidiano con un "nomen" così speranzoso), ma te proprio, Gerogettino, hai abbassato il livello intellettuale di diverse once. Ne parlavo oggi con un amico, Mazzini si rivolterebbe nella tomba a sentirti (ma tanto nessuno lo studia, chi se ne frega) e Cavour neanche si sognerebbe di dire che ci deve esser libera Chiesa in libero Stato. Questi signori c'è chi li chiama PADRI DELLA PATRIA a ragione o a torto, ma gli da un titulus. Tu non ti puoi permettere di offendere, diceva il poeta, certe persone; anche perchè dove vai se il titulus non ce l'hai? Beh, tra le righe mi fai irritare. Fai il tuo mestiere, Georg, e devolvi l'otto per mille agli spazzini di Eurodisney.
Attenti che c'è da essere cattivi. La madre poliedrica ha partorito bimbi poliedrici, abili. San fare tutto questi esseri. Cantano, ballano, recitano e san far di conto. Si stanno moltiplicando nel paese e lo stanno svegliando da decenni di torpore. Meritano di esser candidati a qualche premio dal fine filantropico. Aiutano a sensibilizzare i nostri animi freddi e superficiali. Sono loro, i salvatori nostri, sono gli amici di Maria de Filippi. E ci aiutano a guardar con occhio dolce ed un pò meno critico la freccia nera e il bottino settimanale, le vicissitudini di Scamarcio (ma se ce l'hai gia nel nome il morbo?), le varie ex del Lapo Pippacoca e i fratelli dei maestri del cinema gnudo, alias Muccini e caroselli alle otto. Poi tutti a letto. Ma che può venire fuori da un regista con capacità tali da far arrossire e piangere una plafoniera? E i suddetti fratelli, cangianti di zeppe e dislessie innate corrette a suon di striscie bianche sui tavolini dei night club, ci devon dar esempio? Beh, si che lo debbon fare. Sono quelli della generazione del Saranno Famosi e presto ce ne avviseranno tramite raccomandata.
Attenzione attenzione. Claudio Lippi si è dimesso come autore (e conduttore) di BuonaDomenica perchè reputa tale programma troppo volgare. Il paragone che mi viene alla mente è quello di Giovanni Brusca, alias premitore di telecomando a distanza che ha fatto esplodere la bomba di Capaci, che diventa pentito. Lo sdegno non è nel vedere il suo, adesso va di moda dirlo ed io son modaiolo, outing. Lo sdegno sta nel saper che tale programma esiste ancora. Che la figura di MC, ex direttore dell' OCCHIO NERO (il giornale della loggia P2) è così potente che niuno contrasta la continuazione di uno scempio mentale come quello che, settimanlmente, va in onda sul 5. L' MC in questione sembra essersi allontanato dal giocattolo del volgare ,dopo averlo foraggiato e fatto crescere come mamma cardellino fa con i suoi cuccioli. Ha costruito tale mostro semovente, contenitore di tutti i nostri mali, difetti e abomini, ed ora si è dato all'inchiesta, per giunta orrenda, su carceri e campi di prigionia. Ma l'MC si dovrebbe render conto ,nel suo amor per la demagogia e l'orrido, d'aver ampliamente superato il limite, d'aver sedato e ucciso migliaia di casalinghe oneste (che poi magari ad aprile han votato Cavaliere). Andrebbe accusato d'omicidio. Egli, il bastardello.
Oh, stasera tutti a guardare gli MTV EUROPE MUSIC AWARDS. Fa ridere, è pieno di fica, c'è bella musica e poi fa vedere i veri giovani che si divertono nel mondo dei giovani in culo a chi non è cool, almost trendy, a little bit meltin' pot. E guarderemo Tiziano Ferro che si fa deflorare da una vacca di Kampukea, ed ammireremo Puff Daddy, Diddy (quello lì) che brucia 700 dollari di azioni Enron. E poi ci sono gli assoli di ferro da stiro dei Finley. Si, ci vediamo tutti li, agli awards because we feel excited. Yes. Ah, avere vent'anni. Si Si. La critica sociale. Oh, e vediamo se un ragazzino di Castellamare di Stabia domani ci va a TRL con la limousine di Eminem mentre c'è come ospite Mondomarcio che mangia i cannoli siciliani. Oh yea, over the top. Sponsorized by: Nutella, Nivea, Marlboro in the Marlboro Country. E poi a pogare al nuovo cult movie di Paris Hilton. Puoi entrare nel backstage del prossimo event di Madonna (adotta anche tu un panda cieco). E vorrei proprio testare il mio link e sapere se io Date my Mom e divento incestuoso. Oh yea, stand up per chi more di fame, ma se me dici la metratura quadrata della villa di FabriFibra poi la scambio con la figurina di Renato Olive ai tempi del Bologna. I am so Lucky di esser fortunato ad avere MTV in my mind.
E belli là, è volato un moccolo. Stasera, dopo le polpette al sugo, il noto programma dell' Isola dei Famosi ci ha regalato una perla, un assoluto epitteto, un insieme di sillabe eccelso. Nel lamentarsi del fatto che gli spaghetti premio a lui non erano spettati, il caro Ceccherini ha sganciato un bestemmione. Io l'ho sentito, e per fortuna in quel lasso di tempo la partita della Roma ha latitato e quindi me lo sono potuto godere pieno. Tondo. Tempo un'ora il comico è stato cacciato dal gioco. Non si bestemmia, nononono. E tutti gli altri nove di comandamenti. Ma dove sta scritto? Ora se sette focolarini, che non trombano da 60 anni se la son presa, a me non me ne frega un cazzo. A nessuno tranne loro gliene frega un cazzo. La minoranza vince in Democrazia e la Madonnina si rilassa. In un programma dove il pelo pubico è la cosa meno osè che si vede, dove ci si riflette e si riflette sull'universo oltre la braciola di maiale, Ceccherini era il programma. Lo teneva coi denti, e milioni di italiani con lui. La fortuna dell'isola era quel moccolatore toscano da bettola e il suo atteggiamento comico triviale. Puppe, culi, rutti e curegge come solo Plauto, Boldi e De Sica potevano permettersi. Ma a me piaceva. All'auditel piaceva. Alle case di produzioni piaceva. Ma ai ciellini no, ai papaboys di Catanzaro neanche, al padre guardiano di Oropa men che meno. Siamo tutti figli di Dio, se ci crediamo. Siamo tutti figli di 'sto paese, se lo vogliamo. E domani guai a chi tocca Allah, dopodomani guai a chi offende la Pantera Rosa. Certe volte vorrei essere toccato dal mezzo televisivo nella sua potenza di rodermi il cranio e distruggermi, ma mi rimangio quel che penso quando vedo che davanti al potere di Dio pure lei vibra nel silenzio. E non mi venite a dire che è maleducato bestemmiare in TV, sennò gli spedisco i filmati di un telegiornale a caso.
Nelle pieghe della mano dicono che siano scritti i destini di ognuno di noi: amore, famiglia, salute e soldi. Nelle pieghe della vita dicono che ci siano dosi di culo insubordinate al merito che spingono a destra e manca milioni di esseri umani. Li portano a scegliere esistenze, lavori, amicizie, contesti e contenitori del loro quotidiano. Di conseguenza in tutto questo gioco sublime che si chiama vita dovrebbero entrarci le pieghe della mano. Credo. così si dice. Ma non è vero un cazzo poi. Nel sublime cammino verso la tomba che si chiama vita nascono meraviglie, e altre al fianco ne muoiono. Una però sono anni che non ci abbandona, resta lì come amorevole chioccia a custodire i nostri cammini ed appunto li contiene. E si chiama TV. Non è doveroso e sentito un discorso su di lei, non almeno in portata etica, non ce ne sono i mezzi. Ma vedere nelle sue ulteriori pieghe, che tanto condizionano pure quelle della mano, un messaggio educativo mi vien difficile. L'orario mattutino non è amato dal pachiderma, che piano piano utilizza ore per rinfrescarsi e toelettarsi, ed io lo sono (un pachiderma) Ma nel meriggio e alla sera, cazzo, la società televisiva mi vomita addosso tutto il suo intrinseco paradosso marcio. Il morto imbellettato che corre nel piazzale, la vecchia scotennata col diritto di replica, il mutante dalle mutande sporche che reclamizza il bicarbonato non sono nel mio concetto "sani". Vorrei piangere perchè mi emoziono, e non perchè mi vergogno, e vorrei vergognarmi perchè sono un reietto, e non perchè lo è uno spazzino di Frosinone. Mi domando se l'alternativa c'è, e la tetta delle sedici dice no. Ma io la guardo e mi potrei anche masturbare mentre faccio merenda. I canali del Cav. mi hanno cresciuto col verbo della mano morta e io, che sono morto anche nel resto, devo loro un grande merito educativo. Però ora basta, non è tollerabile la mostra televisiva sulle Forze dell'Ordine con cadenza quotidiana, anche perchè di loro pochi si fidano riscontrando i reali protagonisti coi sagomoni truccati e gli orgasmi della Pandolfi. Nel venire a sapere di un Raoul Bova star del film TV su Nassiria, mi rincresce non averlo visto mangiato da Predator e neanche da Alien. E poi tutti questi caratteristi da 20 lire, pompinare dei sottosegretari agli esteri e beati settantenni in pensione che rinascono a nuovo monumento nazional popolare dopo aver sparato nell' ultimo episodio di "Guardie Giurate" mi percuote le palle e non le stimola a riprodurre. Una sera su 7, nel mio vagabondare oltre SKY, vorrei veder del bello, e lo vorrei ad orario mortale, non alle 3. Lo vorrei per il popolo, per renderlo felice e crescerlo, come facevano gli imperatori coi giochi gladiatori, e non solo per sedarlo, mangiarlo, e portarlo alla fine del tubo digerente correndo nel catodico. Amen.